Lunedì, 21 Giugno 2021
Politica Crocetta / Via Nonantolana, 221

Via Nonantolana, a breve la demolizione di due palazzine Acer

L'Assessore Maletti conferma in Consiglio Comunale l'iter già avviato per abbattere i due edifici disabitati del comparto ormai in stato di degrado assoluto. Ancora trattative per gli inquilini del terzo stabile, che non accettano le condizioni del Comune

Dopo ormai diversi anni da quando furono palesate da parte dell'Amministrazione le intenzioni di procedere all'abbattimento del comparto Acer di via Nonantolana 221, qualcosa infine si muove. Da parte dell'Assessore alle politiche sociali Francesca Maletti è infatti arrivato oggi l'annuncio che l'iter per la demolizione di due dei tre caseggiati è in pieno svolgimento e si concluderà a breve. Ancora critica invece la situazione per quanto concerne lo stabile occupato attualmente da 4 famiglie, con le quali non è ancora stato raggiunto nessun accordo che permetta di liberare gli appartamenti e quindi abbattere anche il terzo edificio.

Il comparto di via Nonantolana era stato oggetto di un nostro articolo nel mese di maggio e divenuto tristemente famoso per la scoperta del cadavere di un uomo, morto per overdose in un angolo buio della città che è ormai meta di tossicodipendenti e sbandati. Ad accendere nuovamente i riflettori della cronaca ci aveva poi pensato il dramma sfiorato del bambino puntosi con una siringa nel cortile delle adiacenti scuole Collodi, fatto che ha convinto il Comune a chiudere il passaggio pedonale a ridosso dei complessi.

Il parere dell'Amministrazione è noto da tempo: dopo le valutazioni effettuate già nell'anno 2008, la strada intrapresa è stata quella dello svuotamento dei 70 appartamenti per procedere alla demolizione delle tre stecche, edificate negli anni '40. I costi di ristrutturazione sono, ancora oggi, decisamente superiori a quelli dell'abbattimento, motivo per cui si scelse di radere al suolo tutto e vendere l'area a privati per nuovi interventi edilizi, con l'obiettivo di ricollocare in altre zone della città lo stesso quantitativo di edilizia convenzionata Acer.

Lo stallo della situazione odierna è legato alle resistenze – legittime – da parte di quattro famiglie, dopo che altre sei abbandonarono i propri alloggi nel 2009. “C'è stata una lunga trattativa – ha spiegato l'Assessore Maletti rispondendo in consiglio a due interrogazioni sul tema – ma non si è trovato un accordo perchè le famiglie chiedevano troppo rispetto alle valutazioni effettuate dai periti del Comune. Sono state offerte soluzioni abitative alternative e ora il caso è passato nelle mani dell'avvocatura”. Il quadro è complicato dal fatto che tre degli alloggi sono ancora gravati da un mutuo, dopo che gli attuali proprietari li hanno acquistati, anche a prezzi più alti del reale valore. “Ad oggi siamo prossimi ad un accordo con una famiglia, mentre con l'altra si sta valutando la liquidazione del mutuo e una nuova locazione – ha aggiunto l'Assessore Maletti – ma due famiglie restano su posizioni intransigenti”.

Quale che sia la complessa sorte di questi proprietari del terzo blocco, è ormai certo che, come stabilito con una delibera dello scorso luglio, la demolizione delle due stecche disabitate è ormai prossima. Ma la situazione legata al degrado resta grave, nonostante gli oltre 35mila euro spesi dal Comune per i servizi di vigilanza e per gli interventi di pulizia e sistemazione del verde.

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