Giovedì, 24 Giugno 2021
Politica Piazza Grande

Associazioni e comitati in Piazza Grande per dire no all'inceneritore

Alle 18 di sabato scorso si è tenuto il presidio sotto il Municipio: una quarantina i manifestanti con striscioni e volantini per la legge “rifiuti zero”. Ballestrazzi: “Non si può lasciare che Hera agisca autonomamente senza il controllo della politica”

I manifestanti sotto il Municipio

Sono arrivati alla spicciolata dalle diversi parti di Modena e della provincia, per ritrovarsi intorno alla preda ringadora e spiegare ai cittadini di passaggio in Piazza Grande le loro ragioni contrarie all'inceneritore di via Cavazza. All'appello di modenasluteambiente.it hanno risposto circa 40 manifestanti, in rappresentanza delle 12 associazioni che avevano sottoscritto l'idea della manifestazione. A guidare la protesta i due consiglieri avvicendatisi in Comune, gli ex grillini Sandra Poppi e Vittorio Ballestrazzi.

Al centro delle proteste vi era ovviamente la determina della Provincia con la quale l'impianto di incenerimento gestito da Hera ha acquisito la qualifica di sito di “recupero energetico”, permettendo così, almeno potenzialmente, alla multiutility emiliana di bruciare fino a 240mila tonnellate di rifiuti l'anno. Una manovra che Ballestrazzi ha definito come “rifiuto di una notte di mezza estate”, riferendosi alla precipitosa approvazione avvenuta il 24 agosto scorso, per sottolineare la debolezza della politica sul tema del rapporto con la stessa Hera.

Tra gli storici striscioni del comitato anti-inceneritore e i volantini per la legge di iniziativa popolare “rifiuti zero”, i presenti hanno portato avanti anche una raccolta firme. L'obiettivo è quello di un ritiro della determina provinciale, per riaprire un confronto democratico e pubblico sulle sorti di via Cavazza. “Siamo pronti ad un ricorso al Tar per l'annullamento dell'atto – ha spiegato Ballestrazzi – ma lo teniamo come ultima risorsa, per evitare che vengano spesi soldi dei cittadini in questioni legali. La politica deve costringere Hera a dire 'abbiamo sbagliato': non si può lasciare che Hera prenda decisioni che ricadono sulla pelle dei cittadini in completa autonomia, senza il controllo della politica”.

 

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