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No Lockdown, protesta davanti alla Prefettura per "ripartire in sicurezza"

Manifestazione alle 14.30 di oggi sotto il palazzo di viale Martiri da parte di rappresentanti del mondo delle imprese e delle partite IVA del settore dello sport

Una quindicina di persone hanno manifestato oggi davanti al palazzo della Prefettura, in viale Martiri della Libertà. La protesta è avvenuta sotto l'insegna del comitato No Lockdown Emilia-Romagna, che già da alcuni mesi ha svolto diverse iniziative in Piazza Grande, con il supporto del movimento delle Partite Iva e di "Modena ai geminiani". Al centro dell'evento le ragioni delle imprese del settore sportivo.

Emiliano Lanci, gestore di una palestra e catalizzatore della protesta in questi mesi difficili ha spiegato: "Ci hanno definito estremisti, complottisti, negazionisti. Non siamo nulla di tutto questi, siamo solo qui per portare in piazza le nostre difficoltà, oggi in particolare per fare spazio a settore sportivo".

"Lo sport non è un gioco, ci sono tante famiglie che vivono sui proventi di queste attività", ha spiegato lanci al megafono ripercorrendo aperture e chisure a singhiozzo del 2020, fino alla chiusura del 24 ottobre che non ha per ora avuto soluzione di continuità. Lanci ha puntato in dito contro il "terrorismo mediatico che racconta una realtà che non è quella vera", concludendo poi: "Stiamo piombano in una situazione disastrosa. Sono qui per dire che in sicurezza si può riaprire. Ci sono rigide regole e noi le rispettiamo, le forze dell'ordine devono fare i controlli, sono sacrosanti, e chi trasgredisce deve essere sanzionato. Ma noi siamo in ginocchio, dobbiamo ripartire".

Fra i manifestanti ancora una volta anche Angelo Distefano, rappresentante delle Partite Iva: "Mai come adesso dobbiamo far sentire la mostra voce - ha esordito - Siamo qui per chiedere diritti che imprese sportive non hanno avuto. Non esistono solo bar e ristoranti, che supportiamo, ma che hanno monopolizzato gli spazi mediatici. Nelle palestre e nelle attività sportive lavorano 1 milione di persone. Non possiamo essere dimenticati".

"State abbandonando la gente, che non riesce a portare a casa io pane" ha tuonato Distefano, rivolgendosi idealmente al palazzo governativo. "Ci state distruggendo. Dietro un'impresa ci sono famiglie, mutui, affitti. Dove sono i nostri indennizzi? Sono mesi che chiediamo di essere ascoltati, ma senza risposta: anche per questo il 10 marzo abbiamo proclamato a livello nazionale lo sciopero generale delle partite IVA".

Un appello quindi alla politica: "Vogliamo piano per il rilancio dell'Economia. Quando tutto potrà riaprire saremo stanchi e indebitati. Come faremo a ripartire? Solo con l'aiuto della Stato, con meno tasse e meno burocrazia, per incentivare la voglia di fare impresa. Senza partite IVA non c'è ciccia per nessuno". 

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