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Politica Caduti in Guerra / Viale Martiri della Libertà, 34

Strage nel Mediterraneo, Modena chiede l'apertura di un canale umanitario

Riattivare Mare Nostrum e aprire vie d'accesso legali in Italia. Queste le rivendicazioni della rete di associazioni sindacati e partiti di centrosinistra che si ritroveranno oggi alle 17 per una manifestazione davanti alla Prefettura

Anche a Modena in molti dicono basta alle stragi in mare. In una settimana più di mille morti in due stragi annunciate.  Stragi che hanno responsabilità precise: le scelte politiche e le leggi dei governi dell’UE che consegnano le persone in cerca di protezione nelle mani dei mercanti di morte. 

Contro l’ennesima tragedia nel Mediterraneo, associazioni, sindacati e partiti organizzano per domani oggi 21 aprile, alle ore 17, un presidio davanti alla Prefettura (viale Martiri della Libertà). L’iniziativa di domani rientra nella mobilitazione nazionale organizzata da Arci, Cgil e Uil nazionali che inizia con un presidio alle ore 14.30 davanti a Montecitorio e a seguire iniziative territoriali nel pomeriggio davanti alle Prefetture. 

Darà vita al presidio la consueta rete di associazioni e forze politiche di centro-sinistra: Arci, Cgil, Cisl Uil, Rete 1° Marzo, Libera, Casa per la Pace, Comitato Modenese Acqua Pubblica, Attac, Legambiente, Comitato No TTIP, Emergency, ACT Emilia Romagna, Altra Europa, UDU-Unione Universitaria, Rete degli Studenti Medi, PD, PRC, SEL, Gruppo Consiliare "Per me Modena", PCd'I.

"Non c’è più tempo da perdere si legge nel volantino della manifestazione - Si aprano subito vie d’accesso legali, canali umanitari, unico modo per evitare i viaggi della morte. Il governo italiano, in attesa che sia la Ue a farsene carico, riattivi subito un programma di ricerca e salvataggio  in tutta l’area del Mediterraneo. Chieda contemporaneamente all’UE di farsi carico di un programma di ricerca e salvataggio europeo. Si riattivi Mare Nostrum e si sospenda il regolamento Dublino e si consenta alle persone tratte in salvo di scegliere il Paese dove andare sostenendo economicamente con un fondo europeo ad hoc l’accoglienza in quei Paesi sulla base della distribuzione dei profughi. Questi morti non consentono a nessuno di perdere tempo e continuare a pronunciare parole vuote. Sono persone in carne e ossa. E invece sembrano fantasmi".

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