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La sinistra radicale contro il caro-bollette, presidio in piazza e idea sciopero

Bollette stagliuzzate simbolicamente per protestare contro la speculazione sull'energia. Diversi attivisti in piazza Torre sotto l'egida di un comitato

Una trentina di attivisti di diverse sigle di partiti, movimenti e sindacati che si rifanno alla sinistra radicale si sono dati appuntamento questa mattina alle ore 10 in piazza Torre, nel pieno centro di Modena, sotto l'egida del "Comitato Modena contro la guerra e il caro-vita", per lanciare un messaggio sul tema delle bollette a dir poco esose hanno già raggiunto e raggiungeranno cittadini e imprese in questo periodo di prezzi fuori controllo.

La protesta era stata annunciata con l'intenzione di bruciare le bollette stesse, ma il barbecue che era stato portato in piazza è rimasto spento. Su consiglio delle forze dell'ordine, i manifestanti sono venuti a più miti consigli e invece del fuoco hanno optato per una più simbolica taglierina, con la quale hanno "affettato" la carta delle cedole di Hera.

"Falò di Bollette" in piazza Torre - Modena 01/10/2022

La manifestazione si è svolta in contemporanea in più piazze d'Italia, come hanno spiegato gli organizzatori: "Oggi compiamo un gesto simbolico, ma pensiamo in prospettiva ad uno sciopero delle bollette Il nostro obiettivo in questo momento è quello di costruire massa critica di persone che rifiutano di farsi taglieggiare e che non si sono rassegnate al peggio". "Se il governo non assumerà provvedimenti per calmierare le bollette - ha dichiarato uno dei promotori al microfono - le iniziative di questo tipo non saranno più simboliche. Diventeranno sciopero della bolletta: vedremo se le aziende avranno coraggio di staccare le utenze ad un milione di persone".

Nel mirino finisce la politica non solo per la (mancata) gestione del fenomeno, ma anche per le posizioni sul conflitto russo-ucraino: "Quello che sta accadendo è largamente frutto della speculazione finanziaria. Le nostre vite oggi sono quotate in borsa. Ma la responsabilità è di chi ci ha mandato al fronte. Oggi infatti gli italiani sono al fronte, in modo inconsapevole. Di fatto siamo in guerra. Per noi è fondamentale battere il partito della guerra e il partito unico della Nato. Combattere la logica del riarmo e spostare risorse su sanità e sostegno alle famiglie".

Al microfono si sono alternati i rappresentanti delle diverse sigle presenti, tra cui: Unione Popolare, Modena Volta Pagina, Potere al Popolo, Rifondazione Comunista, Usb e Si Cobas.

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