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Mercoledì, 10 Agosto 2022
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Manovra, il Comune si prepara a licenziare e ad esternalizzare

Con la nuova manovra Monti al Comune mancheranno altri 6 milioni di euro portando così le minori risorse a 24 milioni: non verrà rinnovata metà dei contratti a tempo determinato e verranno esternalizzati alcuni servizi

Che mazzata! Se già le diverse manovre varate dal defunto Governo Berlusconi non erano il massimo per le casse comunali, quella in procinto di essere varata dal Governo Monti continuerà in un solco precedentemente tracciato: così come è scritta la manovra, nelle casse del Comune verranno a mancare altri 6 milioni di euro che andranno ad aggiungersi agli altri 18 "latitanti". Un maggiore impegno di parte di Roma in materia di sanità e trasporto pubblico sono il classico contentino, dato che l'Amministrazione dovrà prendere decisioni drastiche come esternalizzare i servizi e non rinnovare metà dei contratti a tempo determinato (cococo). A dipingere questo quadro dalle tinte drammatiche è stato lo stesso Sindaco di Modena Giorgio Pighi.

TAGLI - Un Pighi molto vago non ha voluto sbilanciarsi sulle esternalizzazioni: "Ci stiamo lavorando - ha detto il Sindaco - Ma non abbiamo messo giù una soluzione definitiva". Calerà la scure del patto di stabilità sui precari dipendenti del Comune: "Per il Comune significa rinunciare ad insegnanti e ad assistenti sociali di base (cura anziani, ndr): il conteggio è sempre in evoluzione, ma sono alcune centinaia". La mannaia dovrebbe calare a 2012 ampiamente inoltrato. In cuor suo, il Sindaco maledice il patto di stabilità: "Il Governo Monti non ha fatto nulla per cambiare questa prescrizione di risparmio forzoso - ha ricordato Pighi - Tenere gli investimenti bloccati, non significa solamente non potere effettuare manutenzione, ma anche avviare opere nuove e di interesse per la comunità. Chiaro che la scuola elementare in via Carlo Alberto dalla Chiesa verrà terminata, ma così come ora non si potrà creare un circolo virtuoso per le imprese che eseguono lavori pubblici".

LEVA FISCALE E IMU - Il Sindaco ha affermato che nei servizi sociali non ci sono sprechi da tagliare, ma surplus di qualità che forniscono valore aggiunto a quanto messo in campo dal Comune: "Chiaro che non potremmo mai e poi mai arrivare a tagliare l'essenziale", ha chiarito il primo cittadino. Infatti, prima di arrivare ad una situazione del genere, come extrema ratio c'è da agire sulla leva fiscale: "Interverremo solo se strettamente necessario", ha aggiunto Pighi. Si pensava che l'Imu (la nuova Ici) potesse essere capace di portare qualche euro, invece non sarà così: "A riguardo abbiamo notizie scheletriche, dato che manca tutta una parte fondamentale di regolamentazione - ha risposto il Sindaco - Ci sarà una parte che rimarrà al Comune e una parte che andrà allo stato: la parte comunale compenserà quanto incassato già oggi con l'Ici sulla seconda casa, ma in caso di eccedenza, il surplus finirà a Roma".

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