Apre a Modena il primo bar con cannabis light, Giovanardi scrive a Prefetto e Questore

L'inaugurazione del Marybistrò in centro storico fa scattare la protesta dell'onorevole modenese, che scrive alle autorità cittadine per chiedere provvedimenti: "Questi negozi alterano la percezione del rischio derivante dall'uso di sostanze"

Non poteva che essere accompagnata dalle polemiche l'apertura di una nuova e inusuale attività commerciale nel centro storico di Modena, il Marybistrò di via Selmi, ovvero il primo hemp bar della città e del nord Italia. Il locale è infatti specializzato nella vendita di prodotti a base di canapa, compresa la cosiddetta cannabis light, ovvero una sostanza a base di marijuana con una concentrazione molto bassa di principio attivo. Illegale? No, ovviamente. Dopo l'entrata in vigore della legge 242/16 è infatti consentita la vendita di prodotti con effetti non considerati stupefacenti. Lo fanno già alcune tabaccherie e altri negozi, anche a Modena, ma la novità del Marybistrò è che si tratta di un locale con licenza di somministrazione di cibo e bevande.

A guidare la polemica non poteva che essere il politico modenese che da decenni si batte contro la diffusione delle droghe leggere, l'on Carlo Giovanardi (Idea - Popolo e Libertà). L'ex senatore non ha perso tempo e ha indirizzato una lettera al Questore e al Prefetto chiedendo "l’assunzione di immediati provvedimenti".

“Nel parere espresso dal Consiglio Superiore di Sanità nella seduta del 12/04/2018 – si legge nella lettera - è stata sottolineata 'la pericolosità di tali prodotti per la salute pubblica' raccomandando, per i principi di precauzione, l’adozione di misure atte a non consentire la libera vendita dei suddetti prodotti. Si è potuto appurare infatti – prosegue Giovanardi - che utilizzando un semplice prodotto acquistato presso questi negozi si può facilmente e a basso costo estrarre il principio attivo il quale può arrivare a concentrazione 10-20 volte superiore di Delta - 9-THC contenuto nel prodotto originale di base acquistato in negozio, ricavandone una resina che viene poi impastata e fumata".

L'onorevole individua quindi una doppia criticità, che a suo modo potrebbe configurare una violazione di legge: “Il Dpr 309/1990 prevede due specifici articoli che possono essere evocati e utilizzati per porre in atto azioni di tutela e prevenzione nei confronti di questi negozi. Nello specifico sono l’art. 82 “istigazione, proselitismo e induzione al reato di persona minore” e l’art. 84 “divieto di propaganda pubblicitaria”. Si evidenzia che quest’ultimo articolo parla del divieto di propaganda pubblicitaria “anche se effettuata in modo indiretto”. L’attività promozionale del primo locale del Nord Italia che apre oggi a Modena con il nome “Marybistrò” sembra essere in palese contrasto con la normativa in vigore con l’aggravante che in questo locale si annuncia anche la somministrazione di alcolici”.

“Questi negozi – conclude Giovanardi - stanno così innescando un processo di normalizzazione, soprattutto tra i giovani, che altera la percezione del rischio derivante dall’uso di queste sostanze, incrementandone l’uso futuro e danneggiando così le già insufficienti campagne di prevenzione”.  

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