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Matteo Richetti si sfoga dopo il rinvio a giudizio: “Nessuna spesa anomala”

Per il deputato modenese è stato chiesto il processo per i fatti commessi quando era Presidente dell'Assemblea Legislativa regionale. Ma lui di difende: “Molto tranquillo, spese regolari. Ora il giudice stabilirà la verità”.

Matteo Richetti non ci sta. Il deputato Pd ed ex presidente dell'Assemblea legislativa in Emilia-Romagna non ha preso bene la notizia che la Procura di Bologna ha chiesto il rinvio a giudizio anche per lui, nell'ambito dell'inchiesta sulle spese 'allegre' degli eletti in viale Aldo Moro nello scorso mandato. Su Facebook, Richetti rivendica il suo operato da presidente dell'Assemblea legislativa si dice "molto tranquillo", pronto ad andare "davanti a un giudice che stabilira' la verita'". Ma non rinuncia a sfogarsi.

"Apprendo che oggi i pm della Procura di Bologna chiedono il mio rinvio a giudizio per la vicenda riguardante i gruppi consiliari della Regione- commenta il renziano- per casi assolutamente identici e' stata chiesta l'archiviazione. La mia situazione, dove non esistono spese 'anomale' o riguardanti tipologie non consentite, ma anzi, tutte regolarmente autorizzate e rendicontate, viene messa nel calderone generale". Richetti cita "maestri autorevoli" per dire che "non e' giusto 'prendere provvedimenti uguali per disuguali'".

A settembre, quando era appena partita la campagna delle primarie per la scelta del candidato governatore (Richetti era in corsa contro Stefano Bonaccini e Roberto Balzani), emerse che anche l'ex presidente dell'Assemblea legislativa era indagato. Richetti si ritiro' dalla competizione e chiese di essere subito sentito in Procura per fornire i dettagli delle sue spese, facendo anche richiesta di archiviazione (come fatto anche da Bonaccini: per lui la Procura ha chiesto di chiudere il caso).

Ai pm, ricorda dunque Richetti, "ho spiegato con minuzia di particolari che i 5.000 euro spesi in circa due anni per attivita' riguardanti il mio mandato (trasporto, iniziative, incontri) sono dovuti alla rinuncia e al risparmio legato alle scelte fatte da presidente dell'Assemblea". Evidentemente le spiegazioni non sono state sufficienti per i magistrati, che hanno chiesto il rinvio a giudizio anche per il deputato. "Poco male- commenta Richetti- adesso finalmente si esce dal confronto accusa-difesa e si va davanti a un giudice, che stabilira' dove sta la verita'. E io sono molto, molto tranquillo".

(DIRE)

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