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Mazzi (Pdl): "Ecco come la pubblica amministrazione può aiutare le imprese"

Il capogruppo Pdl in consiglio provinciale: "Permettere alle imprese di compensare i crediti nei confronti di Amministrazioni Pubbliche con i debiti di natura tributaria gravanti a loro carico"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ModenaToday

Per superare la crisi economica la leva fiscale non deve essere l'unica soluzione. Al contrario una fiscalità eccessivamente esigente ed intransigente può creare danni irreversibili al sistema imprenditoriale, se si considera che all'aumento dei debiti nei confronti della Pubblica Amministrazione corrisponde un aumento dei crediti nei confronti della medesima con l'aggravante che i debiti sono immediatamente esigibili, mentre i crediti sono differiti a tempi sempre più dilatati con conseguente squilibrio di liquidità per le aziende stesse.

Da un recente studio emerge che i tempi di pagamento oscillano tra un minimo di 92 giorni ed un massimo di 664 giorni. L'entità dei ritardi, mediamente accumulati, è circa doppia rispetto a quanto si registra nel resto dell'Unione Europea: 128 giorni contro i 65 a livello europeo. In particolare i ritardi sono imputabili ai tempi di emissione dei certificati di regolare esecuzione (46,3%), ai tempi di emissione dei mandati di pagamento (29,6%), alle lentezze derivanti dalle vischiosità burocratiche interne alla Pubblica Amministrazione (32,5%). Gli effetti negativi dei ritardati pagamenti della Pubblica Amministrazione sono particolarmente avvertiti dalle piccole e medie imprese (PMI) che, soprattutto nell'attuale congiuntura economica di difficile accesso al credito bancario, risentono in maniera grave della mancanza di liquidità.

In altri termini la Pubblica Amministrazione non paga in tempi ragionevoli, però allo stesso tempo non concede respiro alle imprese sulle proprie pretese tributarie. Per uscire da questo circolo vizioso bisogna quindi ipotizzare meccanismi, a costo zero, che evitino drenaggi di liquidità alle imprese, concedendo contestualmente la tranquillità economica e finanziaria per adempiere ai loro obblighi tributari.

Una possibile soluzione sarebbe un provvedimento di legge che permetta alle imprese di compensare i crediti nei confronti di Amministrazioni Pubbliche con i debiti di natura tributaria gravanti a loro carico. La compensazione non deve essere vista come un aiuto alle imprese ma come strumento di equità sociale per la sopravvivenza e il mantenimento dei posti di lavoro, la vera e unica politica di sostegno economico per le famiglie.
Nei prossimi giorni presenterò in Consiglio provinciale una proposta in tal senso e auspico che la discussione sia allargata alle associazioni di categoria per far pervenire al Governo una richiesta articolata e condivisa per ristabilire la parità di trattamento nei rapporti debito/credito delle imprese con la Pubblica Amministrazione.

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