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Modena Calcio, "Muzzarelli si assuma la responsabilità di intervenire"

Dopo la debacle sportiva e le criticità emerse nella gestione societaria, Michele Barcaiuolo (FdI-AN) punta il dito contro il ruolo del sindaco Muzzarelli, indicando il ruolo cruciale del primo cittadino nel rapporto tra proprietà e città

La retrocessione del Modena F.C. in serie C dopo 15 anni ha origini che affondano sicuramente nelle scelte societarie fatte alcuni anni fa, quando il comune di Modena ha agevolato il passaggio di proprietà a personaggi che nessun tifoso avrebbe voluto alla guida del Modena calcio e riuscendo a respingere acquirenti solidi (Bonacini, e prim’ancora Cavagna e addirittura Sghedoni solo per citare i più noti) che avrebbero garantito una credibilità diversa a prescindere dai risultati sportivi.

Il comune di Modena deve farsi perdonare dalla città per queste scelte miopi e per  le modalità di un mutuo (unico caso al mondo in cui un privato paga il 50% del mutuo senza avere né la proprietà del bene, né un opzione di acquisto a prezzo concordato) oggettivamente inique, tanto più dopo quest’anno, in cui il Carpi con un solo incasso di una singola partita ha pagato l’irrisorio affitto per un intero campionato.
Muzzarelli un minuto dopo la fine della partita di Novara aveva già pronto il post pubblicato su facebook in cui chiede chiarezza a Caliendo sul futuro. Lo stesso Caliendo voluto (attraverso Commini) dal comune di Modena nel 2012 al posto di Bonacini, per non disturbare i piani di CPL, e che ora, sulla scorta dei giusti umori della piazza diventa l’unico capro espiatorio. A questo punto però non mi interessa andare a cercare le responsabilità del passato (seppur mi sembrano chiarissime) ma bisogna guardare al futuro.

Muzzarelli prima di chiedere garanzie a Caliendo deve esplicitare che il feeling di questa società con la città ed i tifosi non solo non è mai decollato (nemmeno due anni fa quando il Modena ha sfiorato la serie A) ma in seguito alla retrocessione di quest’anno si è lacerato in modo probabilmente insanabile anche perchè, al netto degli errori sulla gestione sportiva, la nube che avvolge le entrate  provenienti da Lussemburgo ed Isole Vergini preoccupa ed indigna la maggior parte dei modenesi.

Muzzarelli ha il compito di fare da collettore tra le forze imprenditoriali della città e della provincia e fare di tutto per agevolare un passaggio di proprietà che possa garantire un futuro sportivo in linea con la propria storia al Modena fc.

Muzzarelli ha il dovere di far accendere la luce sulla situazione finanziaria del Modena fc per far capire alla città  ed alla provincia intera se è possibile acquistare questa società o se, come in molti temono, un passaggio di proprietà è possibile soltanto passando da un fallimento dopo 104 anni di storia con conseguente ripartenza dalla serie D.

Se Caliendo come ha dichiarato, ha intenzione di iscrivere la squadra in LegaPro, e di tentare l’immediata risalita in serie B, Muzzarelli ha il dovere di chiedere a Caliendo e di rendere noto alla città con quali risorse pensa di costruire una squadra competiva, visto che Caliendo non ha sicuramente disponibilità economiche proprie da poter garantire questo progetto.

Muzzarelli non può nascondersi dietro al fatto che il Modena fc è una società privata, perché se da un lato è vero che una s.p.a. non puo’ essere influenzata dal pubblico, è altrettanto vero che da Aosta a Trapani i comuni hanno mille modi per influenzare cambi di proprietà (come peraltro avvenuto a Modena nel 2008 e nel 2012).  Lo stadio (anche la vendita  a rate ad una nuova società), l’area del campo Zelocchi (si può rendere edificabile) sono solo due elementi che mi permetto di suggerire potrebbero essere la leva affinchè si palesino eventuali acquirenti.

Michele Barcaiuolo
FdI

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