Bassa. Mirandola lascia ufficialmente l'Unione dei Comuni dell'Area Nord

Il voto del Consiglio Comunale ha sancito l'uscita del comune "capoluogo" con il voto della sola maggioranza di centrodestra

Dopo un intenso dibattito e uno scontro politico durato mesi, Mirandola ha ufficializzato ieri la decisione di lasciare l'Unione dei Comuni modenesi dell'Area Nord (Ucman). Lo ha fatto durante la seduta del consiglio comunale durante il quale il sindaco Alberto Greco ha illustrato nuovamente le ragioni dell'addio e incassato il voto di Lega e Fratelli d'Italia, sufficienti all'approvazione dell'atto. Contrari invece Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Più Mirandola.

Il tema è stato fonte di grande divisione, compresa quella all'interno del centrodestra della Bassa modenese, ma alla fine la linea della nuova amministrazione mirandolese ha prevalso. Greco e la sua maggioranza non hanno mai fatto mistero di considerare l'attuale funzionamento dell'Unione più un peso in termini di efficienza amministrativa. L'accusa principale è rivolta ad altri comuni che non hanno conferito servizi all'Unione, di fatto rendendo incompiuto il progetto di accorpamento.

Per contro, il centrosinistra ha rivolto numerosi appelli per conservare il percorso fin qui fatto, con la preoccupazione che "l'autonomia" di Mirandola possa portare alla perdita di servizi e invocando al tempo stesso una riforma dell'Ucma. Durante il consiglio di ieri alcuni sindaci degli altri Comuni e un centinaio di cittadini hanno protestato davanti al Municipio mirandolese.

Intanto giovedì 25 è prevista una seduta del Consiglio dell'Unione in cui lo stesso sindaco Greco comunicherà le novità della propria amministrazione, seguita poi da un secondo voto confermativo in consiglio comunale venerdì 29.

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