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Primarie Pd: il comitato "Modena per Renzi" si presenta alla città

Il consigliere comunale Stefano Rimini guida l'offensiva dei renziani modenesi: "Vogliamo far sapere che ci sono realtà negli enti pubblici che possono e devono essere cambiate, anche qui a livello locale, puntando al merito"

Il comitato "Modena per Renzi"

C'è chi li ha definiti liberisti, turbocapitalisti, montiani, di destra. In una parola? "Renziani". Quasi fossero una razza aliena. Al di là degli epiteti e delle etichette, gli aderenti geminiani al comitato "Modena per Renzi", il team a sostegno del sindaco di Firenze nella corsa alle primarie del Pd, si dichiarano orgogliosamente di centrosinistra e ci tengono particolarmente a ribadirlo. "È ora di sfatare il mito che Renzi sia di destra - ha esordito Stefano Rimini, consigliere comunale e portavoce del comitato - Renzi vuole abbassare le tasse e sconfiggere le rendite di posizione, iniziative assolutamente di sinistra". Ma perché proprio Renzi? "È l'unico che va oltre le storie di Ds e Margherita, incarna il vero spirito del Pd che è quello di scrivere una storia nuova, con un'idea originaria e unitaria di Pd".

ADERENTI - Tra i promotori del comitato, formato per la metà da under 30, figurano liberi professionisti, studenti, iscritti e amministratori del Pd: Federica Di Padova, (segretaria Giovani Democratici di Modena), Simone Montanari (capogruppo PD circoscrizione 3), Flavio Lodi (private banker), Marco Forghieri (studente), Vito Carlo Micene (praticante commercialista), Enrico Veronesi (consigliere circoscrizione 4), Franco Maria Tonelli (consigliere di Circoscrizione 1), Mara Bergonzoni (consigliere di Circoscrizione), Amos Maioli (Asspi Modena), Federico Costa Zaccarelli (studente), Riccardo Giovanardi, studente, presidente dell'associazione Unione Universitaria Modena, nonché speaker della Festa provinciale Pd di Ponte Alto.

PROGRAMMA - Al di là degli slogan, i renziani modenesi hanno già le idee chiare sul programma: "Vogliamo cominciare a mettere in discussione le rendite di posizione di chi fa politica o i sistemi di selezione di chi fa carriera all'interno del mondo universitario - hanno affermato - Vogliamo far sapere ai modenesi che ci sono realtà negli enti pubblici che possono e devono essere cambiate, anche qui a livello locale, puntando al merito. Vogliamo far sapere ai cittadini modenesi così come agli iscritti del Pd che un Paese allo sbando come l'Italia non va corretto, ma va rivoluzionato spezzando un sistema che non da né crea lavoro, prospettive o sogni. Rottamare in questo senso significa quindi eliminare una mentalità, la vecchia mentalità politica, usando un linguaggio nuovo”.

REGOLE - Le primarie di dicembre si stanno avvicinando e a livello locale bisogna definire le regole per permettere a tutti i concorrenti di competere ad armi pari: "Stasera incontrerò il segretario provinciale Pd Davide Baruffi - ha assicurato Stefano Rimini - per discutere di alcuni temi legati al pari accesso e opportunità per tutti i candidati a livello locale: non si vuole fare polemica, sappiamo che gran parte della dirigenza Pd sostiene Bersani, ma, esattamente con gli altri comitati, chiederemo parità di accesso e risorse al partito per sostenere i candidati. Stiamo valutando se presentare un odg all'assemblea comunale di giovedì  che vada in questa direzione. Le primarie devono essere un momento di confronto leale senza demonizzazione dell'avversario - ha concluso il consigliere comunale - dispiace sentire da consiglieri e dirgenti minacciare l'uscita dal Pd in caso di vittoria Renzi. Noi, qualora vincesse Bersani, non esiteremo a sostenerlo".
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