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Moschee "mascherate" da centri culturali, a Mirandola si riapre il dibattito

Un'interrogazione del consigliere regionale Tommaso Foti (FdI-AN) chiede di applicare la legge, alla luce della dichiarazione della stessa comunità musulmana, che considera luoghi di culto quelli in realtà classificati come semplici associazioni di promozione sociale

"Per stessa ammissione del presidente dell'Unione delle Comunità Islamiche d'Italia risulta incontestabile che i cosiddetti centri di cultura islamica di Piacenza e Mirandola sono a tutti gli effetti moschee, essendo state finanziati a tale scopo e quindi realizzati in violazione delle norme urbanistiche, aggirate ed eluse attraverso l'illegittima applicazione della legislazione di favore riservata alle associazioni di promozione sociale”. A sostenerlo è il consigliere regionale di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale Tommaso Foti, che ha presentato un'interrogazione sul tema, citando in maniera diretta i casi delle moschee di Piacenza e di Mirandola.

La questione è nota da tempo e – nonostante diverse strumentalizzazioni arrivate da più parti – non attiene tanto alla libertà di culto o ad un giudizio sulla religione islamica, quanto piuttosto al rispetto della normativa suoi luoghi di culto. "Come oggi accade in Emilia-Romagna – prosegue Foti - il significato di una normativa (nella fattispecie quella in materia di "Associazione di Promozione Sociale") viene stravolto per eludere quella in materia urbanistica. Sul territorio regionale si registra, nei fatti, l'esponenziale proliferazione di semplici associazioni che gestiscono centri culturali utilizzati - in via esclusiva e/o prevalente - come luoghi di culto per le comunità islamiche ed ubicati in immobili che, in ragione dell'applicazione illegittima (da parte dei Comuni) della legislazione di favore riservata alle predette associazioni, non necessitano della idonea destinazione urbanistica". 

Foti chiede se la Regione intenda “sollecitare alle amministrazioni comunali le opportune e dovute verifiche, a partire da quelle volte ad appurare che l'accesso sia riservato ai soli soci, la verifica del libro soci, i verbali dell'assemblea dei soci, le modifiche statutarie, per accertare o meno il rispetto delle norme di legge nei centri di cultura islamica attivi in numerosi Comuni della Regione”.

Infine, nel dibattito che certo non mancherà durante la trattazione dell'interrogazione in Regione, la Giunta sarà chiamata anche a rispondere sulla spinosa questione del finanziamento pubblico concesso al centro islamico di Mirandola. Il consigliere di FdI-An chiede se la Giunta Regionale intenda o meno revocare “il finanziamento di 611.000 euro erogati per la realizzazione di un immobile avente di fatto una destinazione che contrasta con la normativa urbanistica vigente ed essendo impensabile che proprio la Regione finanzia degli abusi edilizi”.

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