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Antenne 5G, la Regione chiede il principio di precauzione

Asse M5S-Pd in aula per approvare una mozione che indica cautela sulla nuova tecnologia

Sul 5G l'Emilia-Romagna applichi il principio di precauzione e mantenga alta la guardia, controllando e riducendo il piu' possibile l'impatto delle radiofrequenze. A raccomandarsi è l'intera Assemblea legislativa, che ha approvato oggi una risoluzione proposta dai 5 stelle ed emendata dal Pd.

"Il 5G si sta aggiungendo agli standard attualmente in uso- spiega la consigliera M5s Silvia Piccinini- e sebbene questa tecnologia non richieda potenze di emissione particolarmente elevate, necessita di un'aumentata densità di esposizione che richiede l'applicazione del principio di cautela". Il digital divide, aggiunge Piccinini, "è esclusione sociale e dobbiamo combatterlo con il potenziamento della tecnologia, ma possiamo attuare azioni di cautela come ad esempio il cablaggio in fibra ottica per strutture sanitarie, scuole e uffici in modo da ridurre al massimo l'elettrosmog". 

Anche per la dem Nadia Rossi, "il principio di cautela è testimoniato anche dall'azione che la Regione vuole compiere sulla cablatura delle scuole. E uguale attenzione verrà posta per l'installazione delle antenne in prossimità di aree come castelli, zone archeologiche, siti monumentali e di pregio". In poche parole, afferma Rossi, "abbiamo ribadito come l'Emilia-Romagna sia particolarmente vigile sul tema del 5G".

Prudenza viene chiesta anche dalla verde Silvia Zamboni, perchè si tratta di "una tecnologia che viene applicata senza un'adeguata sperimentazione. è particolarmente necessaria una campagna istituzionale rivolta ai piu' giovani, per educare a un uso corretto dei vari dispositivi". Infine, Giuseppe Paruolo del Pd richiama la necessità di tornare allo spirito della legge regionale del 2000 sull'elettrosmog, che permise a enti locali e cittadini di individuare insieme "i luoghi migliori in cui posizionare le antenne, avendo sempre ben presenti le esigenze di salute pubblica".

(DIRE)

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