Inceneritore, mozione delle opposizioni per dimezzare i rifiuti bruciati

Documento in consiglio comunale a firma di Lega Modena, Fratelli d'Italia-Popolo della Famiglia e Forza Italia per limitare i conferimenti nell’inceneritore di via Cavazza: "Modena non diventi la pattumiera di tutti"

Torna a tenere banco il tema dell'inceneritore di Modena, da sempre al centro di un intenso dibattito che vede da un lato le esigenze di Hera di amantere elevato il carico di lavoro dell'impianto, con il sostegno del centrosinistra, e dall'altro le aspre critiche delel forze ambientaliste e delle opposizioni sul tema delle emissioni inquinanti.

Se ne discuterà prossimamente anche in consiglio comunale, attraverso una mozione sottoscritta da Lega Modena, Fratelli d’Italia – Popolo della Famiglia e Forza Italia, che in sintesi chiede che Sindaco e Giunta comunale si impegnino a mettere in campo tutte le iniziative necessarie per far sì che solo i rifiuti prodotti nella provincia di Modena vengano bruciati nell'inceneritore di via Cavazza.

“Ciò comporterebbe un miglioramento della qualità dell'aria in città, con conseguenti effetti positivi sulla salute dei cittadini modenesi”, commentano i consiglieri. Secondo i gruppi di opposizione, a Modena i punti critici su cui intervenire il prima possibile per ridurre l'inquinamento sono tre: "Chiudere le fonderie in zona Madonnina trovando soluzioni diverse per la collocazione degli stabilimenti, ridurre il traffico veicolare privato potenziando il trasporto pubblico e ridurre la quantità di rifiuti da bruciare nell'inceneritore, passando dalle attuali 238.000 a circa 120.000 tonnellate l'anno".

Dopo il notevole aumento registrato nel 2019 (con il livello record di 74.451 tonnellate, pari a +13.000 tonnellate rispetto al 2018), le forze di centrodestra chiedono che venga immediatamente ripristinato il limite precedente di 50.400 tonnellate/anno sul conferimento al termovalorizzatore dei rifiuti speciali (di derivazione industriale). Il limite era stato superato con una nuova normativa nel 2017.

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Oltre agli aspetti ambientali, ci sono anche delicati equilibri politici da affrontare. “Pur essendo Hera un'efficiente multiutility – afferma Alberto Bosi, capogruppo consiliare di Lega Modena – si trova in conflitto d'interesse con i cittadini di Modena per l'enorme inceneritore di proprietà che opera a piena capacità bruciando rifiuti urbani e speciali di diverse provenienze (anche da fuori provincia e Regione); è evidente la nocività dell'inceneritore per la salute dei cittadini modenesi ed è quindi indispensabile che il comune di Modena intervenga urgentemente per limitarne ed indirizzarne l'utilizzo”.

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