Scritte sui muri dopo la rivolta in carcere, Muzzarelli: "Inaccettabile"

Tecnici del Comune di Modena già al lavoro per ripulire gli slogan che inneggiano alla rivolta e attaccano Polizia e stampa. Muzzarelli: “Individuare responsabili”

“Atti vandalici assolutamente inaccettabili”. Il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli definisce così le scritte inneggianti alla rivolta in carcere con le quali, nella notte tra lunedì 9 e martedì 10 marzo, ignoti hanno imbrattato la città. Le scritte sono circa trenta, in una quindicina di vie del centro storico, e prendono di mira carceri, polizia e giornalisti a seguito degli episodi che si sono verificati, appunto, all’interno del carcere di Sant’Anna.

“Abbiamo già iniziato a rimuoverle e coprirle – spiega il sindaco – per restituire decoro e dignità alla città. L’attacco alle forze dell’ordine e agli organi di informazione che svolgono semplicemente il proprio lavoro è ancora più grave in un momento come questo in cui è necessaria la massima responsabilità da parte di tutti. Mi auguro vengano presto individuati i responsabili e si proceda nei loro confronti con il giusto rigore”.

Per rimuovere le scritte, realizzate in varie vie del centro, in particolare nella zona di Palazzo Ducale e in quella di via Sgarzeria, è stata attivata una squadra di tecnici comunali del settore Lavori pubblici, in quanto, viste le disposizioni governative di limitazione degli spostamenti, l’Amministrazione comunale ha ritenuto opportuno non affidarsi esclusivamente ai volontari dell’associazione Vivere sicuri, tradizionalmente impegnati in questo tipo di interventi. Serviranno comunque due o tre giorni per completare i lavori che hanno anche danneggiato alcuni edifici storici.

“Il carcere va ripristinato al più presto, è una questione di sicurezza per la città e il territorio", ha aggiunto il sindaco. “Attendiamo dal governo risposte e impegni chiari – spiega Muzzarelli – perché non è possibile pensare di distogliere a lungo operatori delle forze dell’ordine dai compiti di controllo del territorio per accompagnare in carceri distanti decine di chilometri le persone che vengono arrestate”.

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Nel frattempo, sta aumentando il numero delle vittime e il sindaco, che ha già espresso solidarietà agli agenti di polizia penitenziaria, a tutti gli operatori della struttura, al personale sanitario e agli operatori delle forze dell’ordine, rinnova “il cordoglio per le vittime e per i loro familiari” richiamando l’attenzione sulla necessità che nelle carceri venga sempre rispettata la dignità dei detenuti e che il loro comportamento sia corretto.

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