Muzzarelli dopo il nuovo Dpcm: "La parola coprifuoco non mi piace, serve responsabilità"

Il sindaco di Modena commenta annuncia ulteriori approfondimenti. "Bene la scuola in presenza, più smart working ma Comune operativo per cittadini e imprese"

“Di fronte a questa situazione, serve un vero e proprio patto di corresponsabilità che coinvolga tutta la città affinché vengano rispettate le principali cautele per la prevenzione del contagio: indossiamo la mascherina, igienizziamo frequentemente le mani e facciamo sì che il distanziamento fisico sia mantenuto senza diventare un distanziamento sociale”. Il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, dopo un primo approfondimento delle disposizioni del nuovo Decreto della presidenza del Consiglio dei ministri sull’emergenza Covid-19, sottolinea che si dovrà tener conto delle novità introdotte nella vita quotidiana “con la consueta responsabilità personale e collettiva, i dati sui contagi non vanno presi sotto gamba”.

L’approfondimento del testo con le nuove disposizioni continuerà anche a livello tecnico e nel confronto con gli altri livelli istituzionale e con le categorie interessate, ma il sindaco annuncia già che “come pubblica amministrazione svilupperemo ulteriormente le attività in smart working, assicurando però l’operatività massima delle strutture comunali, che sono essenziali a servizio dei cittadini e delle imprese”, mentre è giudicata positivamente la decisione di mantenere l’attività scolastica in presenza.

Dpcm, le nuove norme volute dal Governo

Valutato che il testo finale del provvedimento, diversamente dagli annunci fatti in serata, non assegna ai sindaci la responsabilità di decidere chiusure di particolari aree della città, Muzzarelli ricorda però che in ogni caso si tratterà di valutare comunque la situazione insieme al Prefetto, alle forze dell’ordine che devono garantire il controllo delle aree pubbliche, agli operatori economici: “La parola coprifuoco non mi piace, preferisco infatti fare riferimento alla responsabilità, ma è chiaro che poi le regole devono essere fatte rispettare, per il bene di tutti”.

L’esempio è quello dell’iniziativa “Tavolini sotto le stelle” sviluppata in questi mesi nelle principali strade e piazze del centro storico: “È stata un’esperienza positiva – spiega il sindaco – perché ha garantito vitalità della città, la possibilità di lavorare a tanti esercizi, ma in maniera regolamentata, favorendo le situazioni di servizio al tavolo e riducendo quindi le occasioni di assembramento. Abbiamo anticipato la filosofia delle nuove norme. Ora valuteremo in che modo possa proseguire questa esperienza. Serve di certo un patto di corresponsabilità che deve coinvolgere tutti gli operatori, i giovani, la città nel suo insieme. Servono patti chiari, in ballo c’è la salute”.

Per il sindaco, infatti, è necessario fare di tutto per evitare che l’economia si torni a fermare, “ma le attività possono proseguire solo se si creano le condizioni per garantire la sicurezza di tutti ed evitare un ulteriore diffusione dei contagi. Nei prossimi giorni approfondiremo le situazioni caso per caso per cercare soluzioni condivise, all’insegna della massima tutela”.

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