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Resistenza, Muzzarelli: “Ci furono errori ma Italia è rinata lì”

Il Consiglio comunale celebra la Liberazione di Modena (22 aprile) con gli interventi del sindaco, del Rettore e del prof. Elio Tavilla. Non tramonta il mito eroico della Resistenza, Muzzarelli: "Un riscatto morale"

"Sappiamo che non tutte le attese furono realizzate e che ci furono errori ed atti ingiustificabili, ma l'Italia libera e democratica è nata lì e da lì è iniziato il riscatto morale del Paese". Questo un passaggio dell'intervento con cui il sindaco di Modena, Gian Carlo Muzzarelli, ha celebrato in Consiglio comunale i 70 anni, oggi, della liberazione della città dall'occupazione nazifascista. In Consiglio sono presenti i gonfaloni del Comune e dell'Università di Modena e Reggio Emilia, tutte le autorità civili e militari, le associazioni di partigiani e i reduci a partire da Aude "Mimma" Pacchioni, i rappresentanti del mondo ebraico e diversi cittadini. Muzzarelli, tra l'altro, ha ripercorso gli eventi dei giorni del '45 sottolineando come all'arrivo degli alleati "i modenesi avevano già occupato la città" divenuta poi medaglia d'oro al valore militare della Resistenza, "al termine di una lunga ed eroica lotta partigiana".

Il rettore Angelo Oreste Andrisano, invece, ha ricordato il ruolo dell'Ateneo emiliano nei giorni dal settembre 1943 all'aprile 1945, al quale nel 1962 è stata conferita la medaglia d'argento al valore civile con decreto del presidente della Repubblica. Particolarmente apprezzato in aula il discorso di Elio Tavilla, docente di Storia del diritto medievale e moderno al dipartimento di Giurisprudenza della stessa Unimore. "Se oggi siamo chiamati a ricordare la Liberazione e gli uomini e le donne che per essa hanno perso la vita- ha ricostruito- non possiamo non onorare il frutto più prezioso che ci ha lasciato: la Costituzione, non testo inanimato ma anima pulsante della nostra Repubblica".

Secondo il docente, i "forti" elementi di discontinuità della Costituzione repubblicana del 1948 rispetto allo Stato fascista e allo statuto Albertino "trovano le proprie radici nella cesura introdotta dalla lotta di Liberazione: è qui che si fondano i principi guida della Costituzione repubblicana come la solidarietà, la dignità, più volte evocata nel testo, e il lavoro". Prima dell'appuntamento in Consiglio, Muzzarelli e le autorità hanno preso parte e diverse commemorazioni in città: le cerimonie si sono svolte al Famedio del cimitero di San Cataldo, al Sacrario della Ghirlandina e alla lapide a ricordo degli ex internati militari in piazza Torre, alla lapide della medaglia d'oro alla città di Modena sullo scalone del municipio e alla lapide in ricordo di Mario Allegretti, medaglia d'oro al valor militare, nell'atrio dell'ateneo in via Università.

Qualche malumore però in seno al Consiglio Comunale, sollevato dal gruppo di Forza Italia, alla luce della scelta della maggioranza di non concedere interventi ai diversi gruppi consiliari. "In questo modo esiste un solo partito, il Partito Democratico, che può parlare e arrogarsi il diritto di essere l’unico che rappresentare la Resistenza - affonda il colpo l'azzurro Adolfo Morandi - Gli altri partiti non devono esistere, anche se concordanti nella celebrazione della liberazione. In questo modo viene ad essere una celebrazione di parte quando viceversa dovrebbe essere la festa di tutti  gli italiani che si riconoscono nella Repubblica italiana  e nella condivisione della libertà democratica".

(DIRE)

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