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Muzzarelli taglia corto: “Sono io il candidato". Via alla Manifattura delle Idee

Una squadra giovane e compatta, la valorizzazione delle effervescenze del territorio e un'alleanza aperta ai gruppi del centrosinistra e un inno all'innovazione e alla discontinuità. Muzzarelli prova a lasciarsi alle spalle le primarie e guarda al governo della città

La situazione di continua incertezza che si sta vivendo in casa del Partito Democratico da ormai 11 giorni - dopo le contestate primarie – incomincia a pesare sulle spalle di Gian Carlo Muzzarelli, che sente in preciso compito di incominciare la propria campagna elettorale in città. E proprio questo è stato il suo annuncio di oggi: un cambio di marcia che risollevi i bassi regimi nel quale in centrosinistra modenese sta restando piantato, sotto le pressioni di Francesca Maletti e sotto l'occhio dei Garanti.

Un cambio di marcia che l'assessore regionale – che tale resterà, per sua dichiarazione, fino alla sua eventuale elezione a sindaco – ha deciso di imprimere da oggi, presentando le sue scelte politiche e il percorso che porterà alla stesura del programma elettorale. Percorso che avrà una sede fisica, l'ex Manifattura Tabacchi, dal quale prende il nome: Manifattura delle Idee. “Lì inizieremo a produrre il nostro programma – spiega lo stesso Muzzarelli – e nei prossimi giorni inizierò a girare metro per metro la città. Il primo passo è infatti ricostruire il contatto con i cittadini. Ho scoperto, come immaginavo, che la gente mi conosce e mi riconosce. Già oggi mi invitano a cena nelle case e nei condomini e per me questo è fondamentale”. 

Il programma elettorale si baserà su tre capisaldi: lavoro, imprese e sicurezza. Ma il messaggio che il candidato sindaco vuole dare è di discontinuità con il passato e di un metodo innovativo per amministrare la città. E questa è proprio la grande sfida di Muzzarelli, che rappresenta senza troppe speculazioni la continuità politica con la settantennale amministrazione di Modena, ma che ha l'esigenza di costruire un'immagine del tutto nuova. Da qui il richiamo ad un “impianto innovativo”, ad una quadra snella e giovane e allo stimolo delle “forze effervescenti” della città e l'appello ad un “grande confronto culturale sull'impianto urbanistico”: per usare le sue parole: “La gente deve capire che l'impianto sta cambiando e per i potentati non ci sarà più spazio”.

A questi slanci si affianca però il tema irrisolto delle primarie, non tanto sui comportamenti negativi denunciati da più parti, quanto piuttosto sulle conseguenze politico-elettorali che si prospettano all'orizzonte. “Sono io il candidato, non ci sono dubbi – risponde Muzzarelli a chi chiede conto della verifica in corso da parte dei Garanti del Pd – Maletti sta sbagliando. Bisogna evitare il contagocce, evitare illazioni e lasciare lavorare la commissione con serenità. Per ricostruire dinamiche di partecipazione serve lavorare per la città e dentro il partito, per cui richiamo tutti alla collaborazione”. E sull'ipotesi di una lista civica targata Maletti, Muzzarelli minimizza: “I numeri non mi preoccupano. I cittadini di Modena sono preparati e hanno grande cultura politica. Non si fanno infinocchiare”.

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