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Riordino province, Regione pilatesca: "Nome scelto dai territori"

Il problema del nome delle nuove province? L'Assemblea Legislativa lascia l'incombenza agli enti costituendi. Soddisfatto il Pdl modenese che annuncia la prosecuzione delle iniziative lanciate lo scorso fine settimana

Il nome della nuova provincia risultante dall'accorpamento delle province di Modena e Reggio? La Regione Emilia Romagna se ne lava le mani e affiderà l'incombenza alla costituenda provincia nel momento in cui verrà redatto lo statuto. Questa la decisione pilatesca assunta dall'Assemblea Legislativa approvando un emendamento presentato dalla Giunta regionale e ratificando il progetto di accorpamento promosso dal comitato per le autonomie locali, senza ipotecare i nomi dei nuovi soggetti. 

La proposta, che sarà inviata al Governo nella giornata di domani, prevede quindi che in Emilia-Romagna siano accorpate Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini nell’unica Provincia di Romagna e la nascita, con accorpamenti anche in Emilia, delle nuove Province tra Reggio Emilia e Modena e tra Piacenza e Parma. Resterà così com’è la Provincia di Ferrara, che rientra nei parametri di popolazione e di territorio previsti dal decreto, mentre la Provincia di Bologna darà vita alla Città metropolitana di Bologna.

Sul controverso punto della denominazione dei nuovi enti, l'Assemblea Legislativa ha deciso che dovranno essere stabilite dalle nuove Province, tramite i loro Statuti (anche se sarà lo Stato a dover individuare per legge il procedimento per consentire tale scelta). L'emendamento bipartisan, infatti, invita la Giunta regionale ad attivarsi presso il Governo al fine di individuare, nelle norme che l'esecutivo si appresta a varare sul riordino territoriale delle Province, un procedimento che consenta un pieno coinvolgimento delle istituzioni interessate, delle autonomie locali, delle forze sociali ed economiche. "A tal fine – si legge nel documento – l'Assemblea legislativa reputa opportuno che l'atto che è chiamata ad approvare demandi le questioni inerenti i nomi delle future province ai rispettivi statuti di autonomia e alle leggi istitutive”.

Soddisfatto il Pdl modenese che annuncia la prosecuzione del lavoro iniziato sul territorio lo scorso fine settimana, ma la battaglia è ancora ben lontana dall'essere vinta: a giugno 2013 la provincia così come la conosciamo oggi verrà commissariata e al posto del consiglio provinciale attuale ci sarà un consesso di 16 sindaci (9 modenesi, 7 reggiani) a cui spetterà la redazione del nuovo statuto.

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