Ok al bonus Tari, respinto il 'Fattore famiglia'. La maggioranza si divide

Approvate le mozioni di Pd e M5s, mentre sono state respinte quelle di Lega Modena e Fratelli d’Italia – Popolo della famiglia su Fattore famiglia e Laboratori famiglia

Sostenere economicamente le famiglie in difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria, anticipando il bonus sulla Tari, e affiancare le famiglie adottive e affidatarie migliorando i percorsi di inserimento scolastico dei loro ragazzi. È l’invito contenuto nei due ordini del giorno approvati dal Consiglio comunale di Modena che, nella seduta di giovedì 22 ottobre, ha messo al centro della discussione dei documenti d'indirizzo temi riconducibili alle politiche familiari.

L’ordine del giorno che propone di anticipare il bonus sociale per la Tari e le utenze di elettricità, acqua e gas è stato presentato da Enrica Manenti per il Movimento 5 stelle e approvato anche con il voto dei gruppi di maggioranza (Pd, Sinistra per Modena, Modena civica, Verdi) e di Lega Modena (astensione per Forza Italia e Fratelli d’Italia-Popolo della famiglia). La mozione sui percorsi scolastici a sostegno dei minori adottati o affidati e delle loro famiglie, presentata da Vittorio Reggiani (Pd), ha ottenuto il voto a favore di maggioranza e M5s (astenuti Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia-Popolo della famiglia). 

È stato respinto dal Consiglio, invece, l’ordine del giorno “Introduzione del metodo ‘Fattore famiglia’ a integrazione dell’Isee”, presentato dal primo firmatario Alberto Bosi di Lega Modena, che sollecitava la giunta a prendere in considerazione il ‘Fattore famiglia’, ovvero l’indicatore economico che introduce un livello di reddito non tassabile crescente all’aumentare del numero dei componenti della famiglia; prevedendo di tassare, quindi, solo la quota di reddito che eccede il minimo vitale. Applicato alle tariffe dei servizi a domanda individuale, il ‘Fattore famiglia’ interviene sulle scale di equivalenza dell’Isee, aumentandole in base ai carichi familiari. Alla luce di questo, Bosi domandava di “rendere più eque le tariffe per i servizi per le famiglie con figli verificando l’introduzione del ‘Fattore famiglia’, a integrazione dell’Isee, nell’attribuzione delle agevolazioni”. Inoltre, sollecitava l’adesione da parte dell’Amministrazione cittadina alla rete dei Comuni che adottano il metodo del ‘Fattore famiglia’ “affinché – ha dichiarato – si possano attuare le esperienze applicative già risultate virtuose, per realizzare un efficace Piano integrato delle politiche familiari coerente, con tariffe dei servizi eque per le famiglie”.

Respinta anche la mozione “Avviare il progetto ‘Laboratori famiglia’ a Modena”, proposta dalla prima firmataria Elisa Rossini di Fratelli d’Italia – Popolo della famiglia, con cui si domandava l’avviamento di un progetto che, sull’esempio di altre città, partendo dall’attività del Centro famiglie del Comune di Modena, allarghi l’esperienza a una serie di Laboratori famiglia in cui favorire l’integrazione tra famiglie italiane e di origine straniera. Tra gli obiettivi di queste strutture, da perseguire anche col coinvolgimento delle associazioni sul territorio, la promozione di “relazioni positive tra nuclei familiari, attraverso cui sviluppare reti tra famiglie, cittadini e associazioni, oltre a esperienze di prossimità, anche con carichi di cura”.

Amarezza nel centrodestra per la bocciatura del Fattore Famiglia, che per il capogruppo Bosi "dimostra palesemente come parte della maggioranza sia contro la famiglia, specialmente contro i nuclei maggiormente in difficoltà, e più in generale contro la natalità. Votare no è come voltare le spalle a chi ha bisogno d’aiuto per continuare a garantire l’esistenza di una comunità”. 

“Ma la notizia politica – commenta Bosi – è che per la prima volta in questa legislatura il PD si è spaccato su questa nostra mozione. Da una parte gli ex Margherita, dall'altra gli ex DS. Questi ultimi hanno votato contro, mentre la componente cattolica si è astenuta o non ha partecipato, stando fuori dall'aula e rientrando subito dopo il voto. Non solo: si è spaccata anche la maggioranza. Modena Civica si è infatti astenuta, contrariamente agli altri alleati”.

“Il solo metodo ISEE presenta diverse criticità che possono comprometterne il fine, generando ingiustificate disparità di trattamento: la potenziale non attendibilità del dato finale, l’inefficacia dei controlli automatici e l’impossibilità di effettuare verifiche per ogni soggetto ne sono alcuni esempi” hanno fatto notare i consiglieri. “Non solo il modello ISEE può e deve essere migliorato - sostiene Bosi - ma dovrebbe essere integrato con il “Fattore Famiglia”, che utilizza criteri che permettono una precisa identificazione del beneficiario e un’accurata valutazione delle risorse realmente disponibili alle famiglie. Utilizzare in modo combinato entrambi questi indicatori socio-economici significherebbe innanzitutto rendere ancor più efficiente il sistema di redistribuzione delle risorse a favore dei nuclei più bisognosi, e in secondo luogo incentivare indirettamente la natalità, grazie ad una maggiore stabilità economica delle famiglie”.

“Il Fattore Famiglia è in grado di riconoscere una maggiore centralità della famiglia con conseguente riduzione di rette e spese per servizi rivolti alla persona, soprattutto per quanto concerne, ad esempio, le famiglie con più figli, le famiglie monogenitoriali e famiglie nelle quali sono presenti persone con disabilità”, aggiunge il presidente provinciale di Fratelli d'Italia Ferdinando Pulitanò.

“La sua applicazione – incalza il Presidente provinciale di FdI– avrebbe consentito di non valutare solamente la sfera economica nell'erogazione dei servizi e nella costruzione delle graduatorie, ma avrebbe permesso di riconoscere i reali carichi di cura e assistenza delle famiglie. Questo nuovo indicatore, infatti, si sarebbe aggiunto ai criteri patrimoniali e reddituali stabiliti dall’Isee, prendendo in considerazione anche la presenza, all'interno di un nucleo famigliare, di un numero elevato di figli, anziani disabili, persone non autosufficienti, ma anche donne in stato di gravidanza accertato”.

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