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Domenica, 2 Ottobre 2022
Politica Piazza Grande

Nomine in enti e partecipate, timida apertura alla trasparenza

Il Consiglio Comunale di Modena approva un ordine del giorno che chiede alla Giunta alcune misure per garantire maggiore meritocrazia e trasparenza. Ma il tema, di pertinenza del Sindaco, resta ancora molto fumoso, senza regole ferree

I personaggi “parcheggiati” o “inviati” dalla politica nelle società controllate o partecipate e negli Enti pubblici non stanno simpatici a nessuno. Non piacciono neppure al centrosinistra modenese che ha approvato un Ordine del giorno in Consiglio Comunale per richiedere nuove linee guida per le nomine. Pd e Sel chiedono maggiore trasparenza, attenzione al merito nelle scelte, limite massimo di due mandati e limiti all'accumulo di incarichi, per scongiurare una gestione clientelare degli incarichi pubblici. A favore dell’atto, proposto dal Pd ed emendato da Sel, ha votato la sola maggioranza: contrari FI-Pdl, Modena Futura, Lega nord, Etica e Legalità, astenuti Fratelli d’Italia, Udc, Modenasaluteambiente.it e la consigliera Luigia Santoro.

In particolare, nel dispositivo si chiede alla Giunta di procedere affinché le procedure di nomina siano improntate alla massima trasparenza e pubblicità, con particolare attenzione a: invitare tutti gli Enti (controllati e partecipati) all'utilizzo del web; individuare canali comunicativi via web anche nella procedura di selezione; individuare modalità più agevoli per il deposito della candidatura; in ambito di valutazione, valorizzare attinenza del titolo di studio e attività di studio o ricerca nonché esperienze di impegno sociale e civile; stabilire in due il numero massimo di mandati e, in caso di candidatura per un secondo mandato, motivare la necessità di continuità in relazione alle attività realizzate o in corso con dettagliata documentazione relativa ai risultati; introdurre forme di divieto di cumulo tra incarichi e individuare un tetto massimo all'emolumento eventualmente previsto non superiore all'indennità lorda del Sindaco di Modena.

Il dibattito in aula ha messo in luce una certa debolezza da parte di questo ordine del giorno, che, dovendo sottostare ad una legge che affida la scelta in ultima istanza al Sindaco, rischia di apparire più come una bella dichiarazione di intenti che come un atto realmente capace di incidere. Sarà poi compito della Giunta procedere ad individuare nuovi vincoli più concreti per le nomine, anche se ormai la consigliatura si avvia alla sua naturale conclusione.

Il Partito Democratico ha voluto tuttavia dare grande enfasi a queste proposte: “Probabilmente quanto approvato non risolverà il problema della necessaria netta separazione tra politica e istituzioni – ha spiegato il capogruppo Paolo Trande - ma è un significativo passo in avanti nel senso della apertura, della trasparenza e rendicontazione sul fronte delle nomine. Non meno rilevante è l'avere posto un limite agli emolumenti percepibili dai nominati che in alcuni casi appaiono non proporzionati rispetto all'impegno e alle responsabilità richieste”. Ancora più ottimista la consigliera Giulia Morini: “Con la approvazione di questi indirizzi e con la successiva delibera – ha sottolineato - abbattiamo tutte le barriere che impedivano, soprattutto ai più giovani, di proporsi direttamente e senza tramiti (“cucci”) per un qualsiasi incarico. Aumenteranno le opportunità per tutti”.

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