Megastore Globo in via Virgilio, il Consiglio Comunale dà l'ok

Via libera in Consiglio alla struttura di vendita non alimentare al posto dell’ex De Tomaso in stato di abbandono. Contributo straordinario di quasi 800 mila euro

È di 784 mila euro il contributo straordinario che verserà la società Cosmo spa per l’intervento di riqualificazione dell’area in stato di abbandono di via Virgilio 9 a Modena, ex sede della De Tomaso, per realizzare una struttura di vendita non alimentare, a marchio Globo, di 2.446 metri quadri. La cifra si aggiungerà ai costi di costruzione, agli oneri di urbanizzazione e agli indennizzi per un totale di circa un milione e 300 mila euro, oltre alle opere alle opere di urbanizzazione e alle attrezzature che realizzeranno direttamente i privati, per poi trasferirle al Comune, per un valore di oltre 700 mila euro.

Sono le caratteristiche del permesso di costruire in deroga approvato dal Consiglio comunale nella seduta di giovedì 28 marzo con il voto di Pd e Sum; l’astensione di Forza Italia, Energie per l’Italia e Modena Volta pagina; il voto contrario del Movimento 5 Stelle.

Il percorso per la deroga, illustrato dall’assessora all’Urbanistica Anna Maria Vandelli, si è svolto con la procedura semplificata prevista dal documento d’indirizzo “Sblocca Modena – Riqualificazione e riuso per l’occupazione” nel rispetto delle norme igieniche, sanitarie e di sicurezza, con l’obiettivo di realizzare sia la riqualificazione della zona edificata sia delle aree poste all’intersezione con la via Emilia.

Il progetto, infatti, in un’area di circa 36 mila metri quadri, prevede la demolizione dei fabbricati produttivi esistenti in stato di abbandono (per un volume di quasi 39 mila metri cubi), la realizzazione di una struttura con un piano fuori terra di altezza 8,5 metri (il volume sarà intorno ai 37 mila metri cubi), le opere di urbanizzazione, il verde per oltre 10 mila metri quadri complessivi e i parcheggi previsti dagli standards ai quali si aggiungerà una dotazione di 122 posti auto di parcheggi pubblici. Prevista anche la predisposizione di cinque colonnine e doppia presa per la ricarica dei veicoli elettrici e una dotazione di parcheggi rosa per le donne in gravidanza.

Per il Pd Carmelo De Lillo ha sottolineato l’importanza dell’intervento che prevede di “abbattere edifici dismessi e riqualificare un’area; un’opera di riqualificazione che presta attenzione al verde e che segue un percorso pubblico e trasparente”. Adolfo Morandi (Forza Italia) si è dichiarato favorevole alla riqualificazione, ma contrario a una programmazione territoriale che vede “innestare nel tessuto economico della città nuove strutture di vendita, insediamenti che hanno portato alla crisi economica dei centri di vicinato e del centro storico”. Morandi ha anche osservato come Cittanova avrebbe dovuto essere il luogo dell’innovazione tecnologia, mentre “in realtà è stata portata avanti una vocazione strettamente commerciale”.

Marco Chincarini (Modena Volta Pagina) ha dichiarato di “non riconoscersi in questo tipo di mercato” e di aver chiesto in commissione approfondimenti sulla viabilità e sulla gestione del verde, ponendo anche la questione di un’eventuale rinuncia del marchio, un tema sul quale “fare attenzione”.

Luca Fantoni (Movimento 5 Stelle) ha motivato il voto negativo con la contrarietà alla procedura della manifestazione d’interesse sul commercio che, insieme allo Sblocca Modena, “avrebbe facilitato l’insediamento di questo tipo di funzioni commerciali”.

L’assessora Vandelli ha concluso spiegando che gli insediamenti commerciali non si realizzano in espansione e quindi “devono insediarsi dove ci sono degli affacci e dove raggiungono un accordo con i privati”. Rispetto all’innovazione tecnologica, inoltre, l’assessora ha ricordato che oggi questa si sviluppa nelle fabbriche e in università: Cittanova dovrà essere ripensata, nell’ambito del Piano urbanistico generale, in relazione ai temi strategici delle attività fieristiche, dello scalo merci e della logistica.

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