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Martedì, 17 Maggio 2022
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Polo Logistico Conad, da Legambiente osservazioni su aree verdi e mitigazione degli impatti

L'associazione modenese: “Gli interventi di riqualificazione devono produrre un impatto positivo sulla comunità, non solo sull’economia”

A seguito del confronto con il comitato del Villaggio Europa a proposito del progetto di ampliamento del polo logistico Conad, il circolo Legambiente “Angelo Vassallo” di Modena ha presentato alcune osservazioni al progetto, come prevede la normativa in vista dell'approvazioen definitiva da parte dell'Amministrazione comunale.

 I due aspetti su cui l’associazione ha chiesto una revisione del progetto riguardano la disponibilità di aree verdi e le azioni di mitigazione dell’impatto dell’intervento sul vicinato e sul territorio. Per quanto riguarda il primo aspetto, l’associazione ha rilevato "la mancata attuazione dei piani regolatori che, già dal 1958, prevedevano la realizzazione di una consistente fascia di verde a est di via Canaletto: tale previsione è stata realizzata solo in parte nel tratto verso la tangenziale, dove – tra – l’altro ora si propone una rotonda per il nuovo ingresso del polo CONAD".

“La nostra proposta”, spiega Legambiente, “è la previsione di allargamento del verde pubblico oggi presente lungo via Norvegia verso sud, realizzando un collegamento verde con il parco Vittime di Utoya. L’intervento implicherebbe la desigillazione di parte del parcheggio degli orti del Villaggio Europa, come richiesto dagli stessi residenti, insieme alla realizzazione di un corridoio attraverso l’area ex Pro Latte: questo intervento consentirebbe di realizzare inoltre una via di comunicazione per pedoni e ciclisti che si spostano tra il villaggio e le aree poste a sud.”

Relativamente alle azioni di mitigazione, l’associazione propone tre livelli di intervento: lo spostamento dei volumi degli edifici progettati in modo da minimizzare l’impatto sul Villaggio Europa in termini di esposizione alla luce solare, l’implementazione di soluzioni finalizzate all’adattamento ai cambiamenti climatici e la realizzazione di impianti fotovoltaici sulle superfici per l’autoconsumo e la possibile creazione di una comunità energetica rinnovabile.

“Una nuova configurazione dei fabbricati è un intervento dovuto, dal momento che tutti i tecnici da noi interpellati hanno etichettato come inverosimile la previsione di impatto sull’illuminazione del quartiere contenuto nel progetto” commenta Legambiente. “Rispetto all’adattamento ai cambiamenti climatici abbiamo chiesto che le previsioni di tetti e pareti verdi coinvolgano la maggior estensione possibile delle superfici degli edifici del polo: questo intervento produrrebbe effetti positivi sia all’interno degli edifici (in particolare risparmio energetico per raffreddamento e raffrescamento), sia all’esterno dove verrebbe mitigato l’effetto isola di calore urbano legata alla presenza delle superfici impermeabili. L’inserimento di un impianto fotovoltaico, d’altra parte, ci pare una previsione più che necessaria, considerando l’attuale crisi dei prezzi dell’energia; valutare la realizzazione di una comunità energetica rinnovabile andrebbe inoltre nella direzione di realizzare un impatto positivo per la comunità del Villaggio.”

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