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Franchini-Cna, pace è fatta tra la dirigente modenese e i vertici nazionali

Il presidente di Cna, Daniele Vaccarino, dopo il caos scatenato sulle dichiarazioni di Cinzia Franchini all'Antimafia: "Non lo meritavamo". Lei: "Apprezzo chi sa fare marcia indietro"

Cinzia Franchini ricuce con Cna, anche se i toni sembrano piu' quelli di una tregua armata che di una vera pace. Il chiarimento, in un qualche modo, arriva a un mese e mezzo dalla 'scomunica' della direzione nazionale dell'associazione contro la presidente degli autotrasportatori Fita. Nel mirino dei vertici Cna era finito lo sfogo di Franchini dopo l'inchiesta Aemilia ("Mi sono sentita lasciata sola dalla mia associazione" nella battaglia antimafia) e nei giorni della sua audizione alla commissione nazionale presieduta da Rosy Bindi, salita in Emilia proprio alla luce della nuova inchiesta contro la 'ndrangheta al nord.

Il presidente di Cna, Daniele Vaccarino, scrive cosi' alla leader Fita in una lettera ufficiale datata 24 marzo e postata oggi dalla diretta interessata su Facebook. "Ti confermo l'apprezzamento della nostra confederazione per la tua battaglia a favore della legalita' e ti rinnovo la nostra piu' forte vicinanza, che avevamo avuto modo di dimostrarti, anche ufficialmente, quando sei stata vittima di ignobili messaggi intimidatori". Tuttavia, Vaccarino ribadisce di ritenere "non consoni al ruolo di presidente di Unione nazionale i toni delle tue dichiarazioni, riportate dagli organi di stampa, e i riferimenti che alludevano ad un atteggiamento di indifferenza da parte della Cna e dei suoi dirigenti nei confronti della lotta all'illegalita', tale da poter essere scambiato per una sottovalutazione degli stessi fenomeni mafiosi".

Citando la riunione della direzione Cna del 18 febbraio, quella che prese le distanze da Franchini paventando provvedimenti, Vaccarino segnala l'ordine del giorno unanime "che prendeva nettamente le distanze dalle tue reiterate affermazioni, che apparivano lesive del buon nome della confederazione e dei suoi dirigenti. Ci siamo sentiti colpiti- si rivolge ancora il presidente a Franchini nella lettera- nei nostri valori piu' profondi. La Cna non lo meritava. Spero che anche tu possa comprenderlo". Vaccarino fa capire che ricucire non e' stato semplice, anche alla luce delle frasi della presidente Fita su una presunta scarsa consapevolezza della stessa direzione sul caso in ballo: "Non e' mai stata mia intenzione attivare gli organi di garanzia interna della confederazione, ma anzi ho cercato ogni confronto con te- prosegue Vaccarino nella missiva- per dirimere una discussione che era e rimane di natura squisitamente politica. Non posso, tuttavia, esimermi dallo stigmatizzare i tuoi giudizi ingenerosi nei confronti della direzione nazionale, che assume- corregge di nuovo il presidente Cna- sempre in piena correttezza e assoluta consapevolezza le proprie decisioni".

In sostanza, Vaccarino si congeda con questa raccomandazione: "Cara Cinzia, c'e' un tempo per ogni cosa: un tempo per la battaglia e uno per la riflessione. C'e' anche un tempo per porre fine a questa disputa che sta coinvolgendo da troppo tempo la Cna". Franchini a sua volta prende carta e penna per rispondere al presidente, in una lettera datata 31 marzo. "Apprezzo molto il coraggio di chi sa fare marcia indietro ravvisando l'errata valutazione e le conseguenti determinazioni del caso, anch'esse sbagliate", rilancia subito la presidente Fita. (DIRE)

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