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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Politica Piazza Grande

Una panchina rossa anche nell'aula del Consiglio: "Ognuno si senta responsabile"

In Consiglio comunale, in occasione della Giornata internazionale, la lettura di nomi e storie sulla panchina rossa per commemorare simbolicamente tutte le vittime

Gennaio 2021, Roberta Siragusa ha solo 17 anni e abita vicino a Palermo: il fidanzato l’ha colpita e uccisa, poi l’ha cosparsa di benzina e data alle fiamme. Anche Piera Napoli vive a Palermo, ha 32 anni e tre figli: a febbraio, quando dice al marito che vuole lasciarlo, lui prende un coltello da cucina e la uccide. A marzo Ornella Pinto, 39 anni, insegnante napoletana madre di un bambino di tre anni, muore accoltellata dall’ex marito; ad aprile Dorina Alla, anche lei di 39 anni, di Pove del Grappa, viene uccisa a martellate dal marito, davanti agli occhi dei due figli di 9 e 13 anni.

Sono le prime delle undici storie di donne vittime della violenza maschile che sono state lette in Consiglio comunale oggi, giovedì 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, nel corso della cerimonia che ha visto alternarsi alla lettura il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, il presidente del Consiglio Fabio Poggi e i nove capigruppo, sulla panchina rossa che è stata installata al centro dell’aula, circondata da scarpe rosse, come simbolo contro la violenza. Le storie sono state scelte per il loro valore simbolico e in rappresentanza di tutte le donne vittime di femminicidio e che subiscono la violenza agita dagli uomini. Al termine di ogni lettura, una rosa è stata posata sulla panchina come memoria.

Le storie proseguono con maggio e con Saman Abbas, la diciottenne di origine pakistana fatta sparire dalla famiglia a Novellara perché aveva osato scegliere da sola per la sua vita. A maggio viene uccisa anche Tunde Blessing, abita a Rho, ha 25 anni e aspetta un bambino, che muore insieme a lei, strangolata per strada dall’ex compagno, e a giugno, a Valsamoggia, muore la quindicenne Chiara Gualzetti, uccisa dal compagno sedicenne “oppresso” dalle sue attenzioni. Ginetta Giolli vive a Livorno e ha 62 anni quando, a luglio, il marito la uccide perché non accetta la separazione. In agosto, ad Aci Trezza, l’ex fidanzato, già ai domiciliari per stalking e con il divieto di avvicinamento, spara a Vanessa Zappalà, 26 anni, uccidendola mentre passeggia con alcuni amici. Ed è un ex anche l’assassino di Giuseppina Di Luca, che vive nel bresciano e ha 46 anni e due figlie di 21 e 24 anni, uccisa a coltellate dal marito separato.

L’ultima storia, la più vicina, è quella di Elisa Mulas, uccisa a Sassuolo insieme alla madre Simonetta Fontana e ai due figli di 2 e 5 anni, dall’ex compagno e padre dei bambini.

A lei, e a tutte le altre vittime della violenza maschile, il presidente Poggi ha chiesto scusa nel suo discorso introduttivo, “per essere arrivati in ritardo anche questa volta, anche se è successo alla porta accanto. Ognuno di noi – ha proseguito – deve fermarsi ad ascoltare le storie di vita di donne stroncate dalla nostra incapacità di trovare risposte e ognuno deve sentirsi responsabile”. Ricordando i recenti episodi accaduti a Modena, Sassuolo e Montese, il sindaco Muzzarelli ha sottolineato che sono uniti dall’idea drammatica “che le donne vengono considerate proprietà dei loro uomini, siano essi mariti o ex mariti, compagni, figli, e come tali non abbiano la libertà di decidere del loro futuro. C’è un enorme lavoro da fare, che parte dall’educazione e dalla prevenzione, ma anche dall’ascolto, come dice l’arcivescovo don Erio, per intercettare i segnali di difficoltà. La questione riguarda tutte e tutti noi molto da vicino, perché ciascuno di noi deve prendersi l’impegno di fare un passo avanti, umano e culturale. Tante cose sono state fatte a Modena, e la Casa delle donne è un simbolo tangibile, ma dobbiamo continuare, non solo con le azioni contro la violenza ma anche su questioni come la parità salariale, le pari opportunità professionali, la conciliazione dei tempi, la giusta rappresentanza di genere, i servizi di welfare”.

Approvati 4 ordini del giorno

Proseguire nelle azioni di prevenzione e contrasto alla violenza di genere e sostenere la diffusione di una cultura del rispetto della dignità e della libertà delle donne. Sensibilizzare sul contrasto alla violenza sulle donne anche attraverso una targa, da apporre in centro storico, in memoria di tutte le vittime di femminicidio. Promuovere azioni specifiche per intercettare i segnali di disagio e le richieste di aiuto, e proteggere le donne e gli uomini che vogliono uscire dalla violenza. Aderire alla petizione promossa dall’Udi per inserire nel Testo unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro un nuovo titolo dedicato alle molestie sessuali.

Sono i contenuti dei quattro ordini del giorno collegati alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne approvati dal Consiglio comunale di Modena nella seduta di oggi, giovedì 25 novembre.

L’ordine del giorno che invita l’amministrazione a proseguire nelle azioni di prevenzione e contrasto della violenza e di diffusione di una cultura del rispetto è stato presentato da Antonio Carpentieri e sottoscritto, oltre che dal Pd, anche da Sinistra per Modena, Europa verde-Verdi, Modena civica, Movimento 5 stelle, Modena sociale. Il documento, che ricorda come l’eliminazione di ogni forma di violenza e discriminazione delle donne, dei matrimoni forzati e della mutilazione genitale femminile siano tra gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu, chiede anche di dedicare al tema una seduta della commissione Servizi che possa dedicare particolare attenzione alla situazione creata dalla crisi sanitaria. L’ordine del giorno è stato approvato con il voto a favore di Pd, Sinistra per Modena, Europa Verde-Verdi, M5s (contrari Lega Modena, tranne la consigliera Moretti astenuta come Forza Italia. Fratelli d’Italia-Popolo della famiglia non ha partecipato al voto) dopo che l’assemblea ha respinto un emendamento di Lega Modena per sostituire la formula “violenza di genere” con “violenza sulle donne”.

Apporre una targa contro i femminicidi e in memoria delle donne vittime della violenza è l’invito contenuto nell’ordine del giorno presentato da Camilla Scarpa di Sinistra per Modena e sottoscritto da tutti i gruppi di maggioranza e dal M5s. Il documento prende il via dalla petizione per la realizzazione della targa proposta da partiti, associazioni e realtà cittadine, che ha raccolto oltre cinquecento firme, e chiede anche di promuovere un bando per giovani artiste e artisti per ideare e realizzare un’opera simbolo dell’impegno a combattere la violenza e di proporre alle scuole superiori cittadine un percorso per la realizzazione di opere visive e narrative sul tema del contrasto alla violenza. Chiede, infine, di continuare a sostenere progetti e attività sul tema delle pari opportunità e del contrasto alla violenza di genere. Il documento è stato approvato con il voto a favore di Pd, Sinistra per Modena, Europa verde-Verdi, M5s. Astenuti Lega Modena, Forza Italia, Fratelli d’Italia-Popolo della famiglia.

Proposto da Lega Modena e Movimento 5 stelle, l’ordine del giorno presentato in aula da Barbara Moretti invita ad anticipare i tempi di intervento, promuovendo azioni specifiche, in collaborazione con tutti i soggetti deputati, per intercettare e gestire i segnali di disagio e le richieste di aiuto prima che questi sfocino in denunce; a creare percorsi sul modello del controllo di vicinato, controllati dalle istituzioni pubbliche, dedicati a segnalare situazioni di potenziale pericolo e disagio e a proteggere e accompagnare gli uomini e le donne che vogliono uscire dalla violenza. Il documento ha ottenuto il voto a favore anche di Forza Italia; astenuti Pd ed Europa verde-Verdi; contraria Sinistra per Modena, mentre Fratelli d’Italia-Popolo della famiglia non ha partecipato al voto.

Riguarda le molestie sui luoghi di lavoro l’ordine del giorno presentato da Vincenza Carriero del Pd, e sottoscritto dai gruppi di maggioranza, con il quale il Consiglio comunale sostiene la petizione presentata dall’Udi per inserire nel Testo unico sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, un nuovo titolo dedicato al tema delle molestie sessuali nei luoghi di studio e di lavoro, “in modo che il tema sia inserito tra quelli sui quali è prevista la formazione obbligatoria”. Il documento chiede inoltre all’amministrazione di promuovere iniziative per sensibilizzare sul tema i datori di lavoro, i lavoratori e gli utenti dei servizi, favorendo così una formazione adeguata e fornendo gli strumenti per affrontare il problema. L’ordine del giorno è stato approvato con il voto a favore di Pd, Sinistra per Modena, Europa verde-Verdi, M5s; contrari Lega Modena, Forza Italia, Fratelli d’Italia-Popolo della famiglia.

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