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Martedì, 16 Agosto 2022
Politica Savignano sul Panaro

Savignano, Mieli: “Momento storico, ma adesso di corsa al voto”

L'ex direttore del Corsera, intervenuto al primo appuntamento di "Sono giornalisti bellezza", esprime apprezzamento per Mario Monti, ma giudica prioritario "riguadagnare subito un'immagine di stabilità"

"Semmai un giorno ci rincontreremo, potremmo dire di aver trascorso assieme la serata in cui cadde Berlusconi" Così Paolo Mieli, direttore di Rcs Libri e per un decennio alla guida del Corriere della Sera (tra il 1992 e il 2009, con una "pausa" intermedia di sette anni) ha battezzato ieri il primo dei 5 incontri del ciclo “Sono i giornalisti, bellezza!”. Dal palco del Teatro Venere di Savignano sul Panaro,  Mieli ha parlato di "giorno storico".  Sancito, secondo il noto giornalista, dalla mossa a sorpresa del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

MONTI SENATORE - La nomina a senatore a vita di Mario Monti ha fugato ogni dubbio su possibili ripensamenti di Berlusconi. Il suo governo è terminato oggi ed è molto probabile che il cambio della guardia possa avvenire già questo fine settimana". Ovvero, con l'approvazione della legge di stabilità che secondo Mieli, è questione di tre, massimo quattro giorni.

TUTTI ANTIFASCISTI DAL 26 APRILE - Seppur edulcorata dal suo solito aplomb, l'analisi dell'ex numero uno del Corriere è tranchant: "La nostra situazione politica ormai è decrepita - ha detto - I provvedimenti che ci sollecita l'Europa dovranno per forza  di cose essere votati, ma in uno spirito che ha poco a che fare con la drammaticità del momento”. E qui Mieli, che notoriamente non ha mai simpatizzato per Berlusconi, confessa un leggero moto di solidarietà: “Chissà cosa penserà il premier nel vedere quanti vecchi amici giurati gli stanno voltando le spalle. Troppi movimenti migratori di deputati che aspettano solo di maturare vitalizi e scarico di motivi ideali, rinviati semmai alla prossima legislatura”

VOTO SUBITO - Governo di transizione, poi al voto ad inizio 2012? No, grazie. "A me questa prospettiva non piace. Porterei il paese alle urne il prima possibile, per non consumare personalità come Mario Monti in una situazione politica ormai crollata. Per quanto Napolitano forzerà al senso di responsabilità - osserva Mieli - è normale che a fine legislatura i deputati pensino ad altro”. Di fronte ad una pagina di storia politica italiana prossima ad esser voltata, l’interrogativo che secondo Mieli circolerà di più in queste ore tra i parlamentari sarà "Mi conviene segnalarmi per la mia adesione a questi provvedimenti impopolari?" (il riferimento è alla legge di stabilità che inevitabilmente produrrà altre lacrime e altro sangue). E la risposta è nel "partito dei malpancisti" che, guarda caso, s'ingrossa di ora in ora.

 

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