Parte il progetto Tavolo di Confronto sul Welfare

Muzzarelli, sindaco di Modena: "Il nostro è un welfare che funziona, ma che deve fare i conti con le sfide che ci si pongono dinnanzi: l'allungamento delle prospettive di vita della popolazione e la crescente richiesta di sostegno da parte delle famiglie più deboli a causa del loro progressivo impoverimento, innanzitutto, ma anche la necessità di garantire sostenibilità al sistema."

Ieri si è conclusa la prima seduta del Tavolo di confronto sul Welfare, a cui hanno partecipato il Sindaco Gian Carlo Muzzarelli e l’assessore al Welfare Giuliana Urbelli.
E da questo confronto è risultato un grande successo delle iniziative finora messe in pratica come “la revisione dei regolamenti di accesso ai servizi, l’organizzazione di un bando di welfare che eroga contributi alle famiglie che si impegnano in forme di volontariato attivo; così come la convenzione Migranti con Prefettura, Centro Servizi Volontariato e Terzo settore per individuare percorsi strutturati in attività di volontariato per i profughi a beneficio della comunità”, spiega la Urbelli. Ciò a cui, secondo l’assessore al Welfare, bisogna mirare è evidenziare come il nostro sistema di welfare, che da solo muove  50 milioni di euro, possa diventare un investimento per la comunità.


Fa eco alle parole della Urbelli la dichiarazione del sindaco Muzzarelli secondo il quale “il nostro è un welfare che funziona, ma che deve sempre fare i conti con le sfide che ci si pongono davanti: aumento delle richieste di aiuto da parte delle famiglie e allungamento delle prospettive di sopravvivenza sono due delle principali voci che incidono su tale sistema”.
“L’innovazione – prosegue Muzzarelli – è quindi l’unica strada percorribile per rispondere a nuovi bisogni sperimentando modelli flessibili e per garantire la sostenibilità del welfare”.


I numeri testimoniano l’intenso lavoro del nostro sistema welfare che dà il suo costante sostegno a 3.600 minori affidati ai Servizi sociali, che si occupano complessivamente di oltre 5.300 famiglie e, inoltre, prestano servizio a oltre 1.500 anziani. Secondo la Urbelli, deve essere potenziato il servizio di domiciliarità, tra l’altro sviluppando il progetto di “abitare assistito” a favore di anziani e disabili.
Erano presenti al tavolo rappresentanti del Forum del Terzo Settore, del Centro servizi volontariato, delle cooperative sociali e delle associazioni che operano sul territorio, della Caritas, dell’Arci, dei movimenti consumatori, dei sindacati, delle associazioni di categoria e del mondo economico locale.
 

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