Tagli, la Provincia vuole cedere allo Stato il personale del Fermi

Muzzarelli incominica a fare i conti con i tagli del Governo e promuove il passaggio di consegne: "Così avremo più risorse per le scuole"

I pesanti tagli alle Province iniziano a delinearsi con più pragmatismo. "Il personale docente e amministrativo dell'istituto Fermi di Modena deve passare dalla Provincia al ministero della Pubblica istruzione". Lo chiede Gian Carlo Muzzarelli, presidente della Provincia di Modena, con una lettera inviata al presidente del Consiglio Matteo Renzi e consegnata nei giorni scorsi a Graziano Delrio, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, durante l'incontro che si è svolto a Bomporto in cui si è parlato anche del futuro dell'ente Provincia. 

«E proprio a seguito del riordino delle Province - scrive Muzzarelli nella lettera - e delle difficoltà economiche derivanti da tagli decisi con i provvedimenti dei mesi scorsi e previsti nella proposta di legge di Stabilità, stiamo affrontando un percorso di riorganizzazione interna all'ente e di contenimento delle spese che prevede anche di non doverci più fare carico degli stipendi del personale del Fermi».
Nonostante il passaggio dell'istituto Fermi allo Stato, avvenuto nel 2008, la convenzione siglata tra la Provincia e il ministero prevede che il personale docente e Ata, in tutto 55 dipendenti, in servizio a tempo indeterminato resti in carico alla Provincia con una spesa complessiva intorno ai due milioni e mezzo di euro all'anno.

«Un impegno finanziario - spiega Muzzarelli - gravoso, considerando i tagli al bilancio, che riteniamo giusto debba ora passare allo Stato completando il percorso di statalizzazione e liberando risorse importanti da destinare soprattutto all'edilizia scolastica, a vantaggio di studenti e docenti. La scuola è il nostro futuro e noi vogliamo investire sul futuro. Potremo concentrarci - aggiunge Muzzarelli - sul miglioramento degli edifici superiori e investire su nuovi e più moderni spazi di cui abbiamo bisogno, visto il cosante aumento delle popolazione scolastica. Vediamo già da questo primo passaggio se la dichiarata disponibilità del Governo a fare la propria parte è reale».

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Attualmente i dipendenti del Fermi in carico alla Provincia sono dieci docenti diplomati (ex sesto livello), 36 laureati (ex settimo livello), tre bidelli, due bidelli specializzati manutentori, un applicato terminalista, due assistenti tecnici di laboratorio e un coordinatore tecnico sempre di laboratorio. Nella lettera Muzzarelli ricorda anche che un percorso simile di passaggio allo Stato si è concluso per i Comuni di Firenze, Ferrara, Genova e per l'istituto Aldini Valeriani di Bologna, situazione peraltro analoga a quella del Fermi.

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