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Martedì, 18 Giugno 2024
Politica Mirandola

Appalto Ostetricia, il Pd difende le scelte sanitarie: "Soluzione temporanea che evita la chiusura"

Il capogruppo Liste civiche-Pd nel Consiglio dell’Unione dei Comuni dell’Area Nord Paolo Negro: “Sentire la Lega che tuona contro il privato rasenta il comico”. Chieste garanzie all'Ausl

Dopo le poemiche nate sui bandi dell'Ausl per trovare lavoratori in appalto per l'Emergenza-Urgenza e il Punto nascita di Mirandola, il Pd dell'Area Nord interviene, anche in risposta alla manifestazione promossa dalla Lega e dalla Giunta Mirandolese, che svolgerà un sit-in davanti all'Ospdale. 

"La Regione ha deciso che il Punto nascita di Mirandola deve rimanere aperto. La soluzione temporanea adottata, per fronteggiare le gravi carenze di personale, non sarà forse ideale, ma è concreta, evita la chiusura ed è assunta nella prospettiva di doverose soluzioni stabili e strategiche. Su questo punto, sentire la Lega, la stessa Lega che governa in Lombardia, che tuona contro il privato, rasenta il comico. Detto questo, a noi non bastano le rassicurazioni che si tratti di una scelta temporanea", spiega Paolo Negro, capogruppo Liste civiche-Pd nel Consiglio dell’Unione dei Comuni dell’Area.

"Chiediamo all’Ausl di dirci qual è il piano per superare il ricorso temporaneo a personale esterno. Si inseguono poi voci di un dirottamento di prestazioni dal pronto soccorso di Mirandola a Carpi. Se fosse vero significa che all'interno del management dell'Ausl c'è chi rema contro le decisioni politiche della Conferenza Sanitaria Territoriale, la quale ha stabilito chiaramente che Mirandola e Carpi sono ospedali dello stesso livello. Sono informati i dirigenti dell’AUSL di questa decisione unanime della Ctss, ossia di tutti i i sindaci della provincia di Modena ? come intendono attuarla?  Noi non vogliamo innestare una guerra di campanili, ma non ci pare coerente e quindi non accettiamo che ogni volta che si profila un'emergenza le soluzioni si muovano in una direzione sola e sempre la stessa".

Il Pd si trova dunque a dover fare i conti con una scelta certamente impoplare, che ha attirato le critiche anche dei sindacati e degli alleati della sinistra progressista: "Ripetiamo: in questo momento il ricorso al personale esterno è l’unica soluzione, preferibile alla chiusura del Reparto ma che il Punto Nascita avrebbe avuto in questi mesi un problema di personale era già noto dall'autunno scorso. Non c'era il tempo per trovare soluzioni in anticipo? Non era possibile spostare dei ginecologi da altri ospedali? Quindi lasciamo alla Lega organizzare i sit-it, noi invece vogliamo che, prendendo positivamente atto della decisione chiarissima della giunta regionale e cioè che il Reparto e l’Ospedale non solo non chiudono ma vanno avanti e vanno potenziati,  chiediamo che l’Ausl venga a rispondere con urgenza in Commissione Sanità dell’Unione a questo domande, perché le scelte politiche che abbiamo fatto siano rispettate e realizzate".

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