Prevenzioni e controlli, la Giunta approva il nuovo piano Anticorruzione

Approvato dalla giunta il documento 2018-2020 che prevede anche l’attività sulla trasparenza, con l’accesso civico generalizzato. L’analisi dei fattori di rischio

La scelta delle procedure per le gare d’appalto, la rotazione nella nomina dei collaudatori, la verifica delle anomalie nelle offerte, la gestione delle varianti in corso d’opera, il controllo dei subappalti, la rotazione delle imprese. Sono solo alcuni degli ambiti di intervento sui quali si svolgono le attività previste dal Piano triennale per la Prevenzione della corruzione e per la trasparenza del Comune di Modena la cui responsabilità è affidata al segretario generale Maria Di Matteo.

La Giunta nei giorni scorsi ha approvato il nuovo Piano 2018-2020 che, come già quello dello scorso anno, su indicazione dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), unifica in un unico documento l’attività di prevenzione della corruzione e quella sulla trasparenza, ambito nel quale si colloca la novità dell’accesso civico generalizzato introdotto dal decreto legislativo del 2016 conosciuto come Foia, Freedom of information act.

Nel Piano vengono individuati 118 processi, aggregazioni di attività su cui concentrare l’attenzione dei controlli. La mappatura si è sviluppata considerando 63 aree di rischio definite sulla base della normativa nazionale e sulle attività specifiche dell’ente. Per ogni processo e attività sono stati quindi indicati i potenziali fattori di rischio e descritti gli interventi e le buone prassi già attivate dai diversi settori per la prevenzione e il contrasto della corruzione.

Il Piano prevede anche le modalità per realizzare controlli a campione e, partendo dai risultati, definire attività di miglioramento delle procedure, così come specifici percorsi di formazione per il personale. Alcune attività formative sono promosse nell’ambito del progetto Labalt-Laboratorio appalti, legalità e trasparenza cofinanziato dalla Regione e realizzato in collaborazione con Avviso pubblico, mentre iniziative di formazione specifiche sono progettate dall’Osservatorio Appalti.

La nuova procedura dell’accesso civico generalizzato, portata a regime nel corso del 2017, riconosce a chiunque, quindi non più solo ai portatori di interesse, il diritto di accedere ai dati e ai documenti delle pubbliche amministrazioni, compresi quelli non oggetto di pubblicazione, facendo domanda al Comune. L’obiettivo è favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche, oltre a promuovere la partecipazione dei cittadini al dibattito pubblico.

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Il regolamento, consultabile anche on line sul sito del Comune prevede che l’accesso civico generalizzato sia aperto a chiunque, senza limitazioni soggettive, che la domanda di accesso non deve essere motivata ed è gratuita, salvo il rimborso del costo effettivamente sostenuto dall’Amministrazione per le copie dei documenti. La domanda può essere presentata direttamente all’ufficio che detiene i dati, all’ufficio relazioni con il pubblico o al responsabile della trasparenza. Quando riceve la richiesta, l’Amministrazione, prima di fornire le informazioni, ha l’obbligo di verificare se esistono soggetti controinteressati, che hanno diritto di essere informati e di presentare opposizione. Se la domanda viene accolta, l’Amministrazione trasmette i dati richiesti. In caso di diniego, totale o parziale, è tenuta a fornire una motivazione e il richiedente può presentare ricorso.

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