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Giovedì, 19 Maggio 2022
Politica

Rifiuti, piano regionale promosso con riserva dalla Provincia

L'ente di viale Martiri avanza ben 34 osservazioni che riguardano le modalità indicati per centrare gli obiettivi, la suddivisione per aree omogenee con obiettivi diversificati sulla raccolta differenziata e l'autosufficienza regionale esteso anche ai rifiuti speciali

La Provincia di Modena promuove con riserva il piano regionale dei rifiuti. Se infatti gli obiettivi generali del documento, soprattutto "la decisa riduzione della produzione (meno 20-25 per cento), l'ulteriore forte l'incremento della raccolta differenziata (70 per cento nel 2020) e la progressiva chiusura delle discariche", per la Provincia di Modena sono "condivisibili e non si discostano da quelli indicati nel Piano provinciale del 2011", altri elementi restano da chiarire. Sono infatti 34 le osservazioni della Provincia che saranno inviate alla Regione che riguardano, tra l'altro, i tempi e le modalità indicati per centrare gli obiettivi, il ruolo centrale assegnato ad Atersir per la realizzazione del piano, la suddivisione per aree omogenee (montagna, pianura e costa) con obiettivi diversificati sulla raccolta differenziata, e il concetto di autosufficienza regionale esteso anche ai rifiuti speciali.

Per il termovalorizzatore locale, di cui la Regione prevede la riduzione della capacita' autorizzata da 240 mila a 180 tonnellate (come peraltro richiesto in passato dalla Provincia stessa), l'amministrazione chiede se tale limite sia "da intendersi come sommatoria di rifiuti urbani e speciali" e se e' da "intendersi anche espressa l'impossibilita' di realizzazione della ulteriore linea gia' autorizzata". La Provincia chiede, inoltre, alla Regione "se l'impianto deve continuare a dare risposta ai rifiuti speciali e in quale misura" e da quando scattera' tale riduzione.

Per quanto riguarda le discariche modenesi il piano prevede invece la chiusura entro il 2017 di tutti gli impianti tranne Finale Emilia: quella di Medolla ha terminato i conferimenti nel 2013 e ora si sta provvedendo alla copertura definitiva, quella di Zocca e' in fase di esaurimento, mentre le discariche di Carpi e Mirandola chiuderanno entro il 2017. Su queste proposte la Provincia chiede una maggiore chiarezza dal punto di vista tecnico e sulle conseguenze del divieto, condiviso, dello smaltimento dei rifiuti non pretrattati.

La Provincia, infine chiede una maggior chiarezza nell'utilizzo della terminologia tecnica, una definizione maggiormente dettagliata e chiara del sistema impiantistico regionale, e delucidazioni sull'eventuale ingresso di rifiuti urbani da fuori regione.

(Fonte Dire)

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