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Amianto, M5s: "Bonificare le aree della Bianchini Costruzioni"

La consigliera regionale pentastellata Silvia Piccinini deposita un'interrogazione che riaccende i riflettori sul tema delle aree inquinate da detriti di eternit dall'azienda di San Felice, coinvolta nell'inchiesta Aemilia

Garantire la completa messa in sicurezza, “attraverso la rimozione e lo smaltimento dell’ingente quantitativo di materiale contaminato da amianto attualmente depositato nel sito della Bianchini costruzioni”, e la bonifica dell’intera area interessata: è quanto chiede Silvia Piccinini (M5s) in un’interrogazione alla Giunta finalizzata a segnalare uno degli aspetti evidenziati dall’inchiesta Aemilia, della Procura distrettuale Antimafia di Bologna, vale a dire il coinvolgimento di un’importante azienda edile modenese, la Bianchini Costruzioni srl, “già assegnataria di appalti pubblici per lo smaltimento delle macerie e movimento terra, prima della sua esclusione dalla White List del 17 giugno 2013  deciso dalla Prefettura di Modena che emetteva una misura interdittiva antimafia a suo carico”.

L’interrogazione elenca una numerosa serie di aree, nella provincia di Modena e Reggio Emilia (San Felice sul Panaro, Massa Finalese, Concordia sulla Secchia, Mirandola, Finale Emilia, Reggiolo), in cui sarebbero stati impiegati materiali contenente amianto, “al fine di conseguire un ingiusto profitto previa miscelazione di tale rifiuto pericoloso con terre da scavo, per pavimentare/stabilizzare”. Piccinini afferma che si è in presenza di fatti estremamente gravi, "che destano grande preoccupazione nell’opinione pubblica, sia per le infiltrazioni della ‘ndrangheta nell’economia locale, che per l’accertato inquinamento capillare e diffuso di materiale pericoloso per la salute e per l’ambiente".

In particolare, si chiede di porre attenzione all’amianto ritrovato nel cantiere antistante il cimitero di Finale Emilia (Mo), dove “a seguito dell’ordinanza del sindaco che imponeva alla Bianchini di provvedere alla bonifica, la stessa faceva ricorso al Tar il quale riteneva illegittima l’ordinanza”. Piccinini chiede, infine, alla Giunta di verificare se “il configurarsi di una condotta omissiva dei responsabili amministrativi, nella sollecita individuazione del soggetto responsabile dell’inquinamento, abbia arrecato un danno al pubblico erario”.

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