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Polemica sul Tricolore, volano gli stracci tra Lega Nord e Pdl

Bellei (Lega) replica a Barcaiuolo (Pdl): "Le sbrodolate retoriche su patria e bandiera servono solo per nascondere la realtà. Se il Pdl, su indicazione dei suoi giovani, facesse cadere il Governo, l'indipendenza sarà più vicina"

"Ci scusiamo per la colpa grave e oggettiva di non aver parlato per 10 anni di secessione: un silenzio che ha fatto male all’Italia". Così il segretario cittadino Lega Nord Stefano Bellei nel replicare alla dichiarazione rilasciata ieri dal consigliere comunale Michele Barcaiuolo in merito alle esternazioni di Umberto Bossi sui "somari" che espongono il tricolore.

SECESSIONE - Come se la Lega Nord non fosse mai stata in vita sua al governo, Bellei mette tutti sul chi va là per un'eventuale colpo di scena capace di portare la Padania ad ottenere l'Indipendenza: "Priva dello spauracchio di un Nord che da un momento all’altro avrebbe potuto buttare all’aria il tavolo e andarsene per conto suo, la politica romana e la burocrazia statale si sono rilassate e hanno condotto la nazione sulla via del disfacimento economico e morale - ricorda il segretario cittadino leghista - Adesso basta! Abbiamo capito l’errore commesso e siamo risoluti a rimediare: o le cose si aggiustano oppure al Nord non resterà altro da fare che costituirsi in Stato indipendente".

RETORICA - Bellei ha respinto al mittente le "sbrodolate retoriche su patria e bandiera" bollandole come totalmente inutili: "È solo fumo per nascondere una realtà che non si può definire edificante, fatta di politicanti, alti burocrati, finanzieri e cortigiani che hanno come unico obiettivo coltivare i propri interessi, con buona pace dell’Italia e della sua presunta grandezza - ha detto - È vero che c’è chi è morto per fare l’Italia, ma sono stati molti di più gli italiani, soprattutto nelle sue zone di origine, che sono morti per non farla. E quindi le frasi virulente di Barcaiuolo e compagnia sono una palese mancanza di rispetto per questi abitanti di tutte le regioni della penisola. Riconosciamo tuttavia a Barcaiuolo che la sua matrice culturale fascistoide gli da diritto di venerare in coerenza il tricolore, a differenza di molti alti che un tempo si definivano antifascisti e che adesso sono rifluiti sulle stesse posizioni. La nostra matrice culturale è diversa e dal momento che conosciamo la nostra storia, non abbiamo uguale attaccamento a una bandiera che nasce sulle macerie della vera Italia, quella delle autonomie e delle libertà".

COALIZIONE - Infine, Bellei lancia la sua provocazione e investe Barcaiuolo del ruolo di ambasciatore: "Se poi l’idea di secessione costituisce ostacolo insormontabile al permanere dell’alleanza tra Lega e Pdl, invitiamo Barcaiuolo a farsene portavoce da Silvio Berlusconi e a chiedere la caduta del governo. La Lega Nord per serietà, senso di responsabilità e rispetto nei confronti degli italiani tutti ha deciso di mantenere l’appoggio al governo nel tentativo di fare quelle riforme necessarie alla sopravvivenza dell’Italia. Ma se il Pdl, su indicazione dei suoi giovani, decidesse di por fine all’esperienza, vorrà dire che la via dell’indipendenza risulterà accorciata - conclude il segretario leghista - Non dimentichiamoci che la Lega Nord è a Roma solo per fare quelle riforme necessarie al Nord così come al resto dell’Italia, e che queste riforme sono bloccate dalle faide interne al Pdl, ostaggio di personaggi che pensano di vivere ancora negli anni sessanta quando con il denaro pubblico la politica faceva quello che voleva".

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