Posto Integrato di Polizia all'Autostazione ormai sguarnito, presidio del sindacato

Il SAP denuncia la drastica riduzione del personale (solo 2 agenti) rimasto presso l'ufficio di viale Molza. Sabato la protesta con il presidente nazionale

Il tema del Posto Integrato di Polizia, situato accanto alla stazione delle autocorriere, torna di attualità dopo le denunce sindacali dei mesi scorsi. La segreteria provinciale del Sindacato Autonomo di Polizia (SAP) di Modena promuove infatti un presidio di protesta presso davanti agli uffici di viale Molza, alle 11 di sabato prossimo, contro il "mancato rispetto del patto Modena Sicura, firmato nel 2017 tra Ministero dell’Interno e Comune di Modena".

"L’avamposto di Polizia voluto con quella collaborazione tra Polizia di Stato e Locale, in un punto nevralgico della città ed a ridosso del centro storico, al momento consta di due soli agenti della Polizia di Stato - denuncia il SAP - Quando fu istituito ne comprendeva almeno 12 ed i risultati in termini di prevenzione e repressione dei reati nella parte storica della città, (ma non solo se si pensa che il parco novi Sad ed il Viale Gramsci venivano compresi nell’area di competenza), furono esaltanti. Nel tempo questo presidio è stato smantellato, riducendo il personale, (poiché non rimpiazzato), fino a ridurlo ad una cattedrale vuota".

"Denunciamo la responsabilità del Ministero dell’Interno per la violazione degli impegni assunti, non  garantendo nel tempo l’aliquota del personale di Polizia di Stato necessario a rendere funzionante questo fondamentale presidio. Denunciamo la spesa di soldi pubblici per organizzare locali, computer, collegamenti banche dati, scrivanie che non hanno senso di esserci poiché manca la cosa più importante, ovvero gli uomini che dovevano essere garantiti dal governo con gli impegni assunti in pompa magna". 

Interverrà al presidio il Segretario Generale del SAP Stefano Paoloni. L’invito a partecipare, con le prerogative riconosciute ai consiglieri comunali e regionali, è stato esteso a tutte le formazioni politiche locali. L’obiettivo dell’iniziativa è dunque quello di attirare l’attenzione politica e istituzionale sul problema, per chiedere all’esito del presidio un incontro con il Prefetto di Modena, affinchè si faccia portavoce al Dipartimento di PS  di questa istanza, ovvero del rispetto del patto firmato nel 2017

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"Appare inaccettabile che si parli di accogliere in città cittadini extracomunitari irregolari che pretenderebbero un necessario impegno in termini di personale di polizia, (anche perché al momento la Questura di Modena non è in grado con i numeri che ha di farsi carico anche di questa supposta incombenza) quando da anni un presidio nato dall’esigenza di contrastare fenomeni criminali sempre più all’ordine del giorno e sempre più aggressivi in zona centro storico (spaccio, furti su auto, baby gang, borseggi), è stato ridotto ad un numero ridicolo nel totale disinteresse istituzionale. Modena negli ultimi anni è cresciuta esponenzialmente sotto il profilo turistico richiamando cittadini di ogni nazionalità che impegnano soprattutto il cento storico, che è di fatto il biglietto da visita di questa città. L’idea del presidio di polizia alla stazione delle corriere voluto negli anni 2000 quando la Questura si apprestava a trasferirsi nell’attuale sede, voleva rappresentare un contrappeso al vuoto lasciato dalla Polizia di Stato in questa porzione di città. Un investimento di uomini dedicati alla prevenzione ed alla repressione dei reati nella parte più importante della città, con un peso specifico diverso rispetto ad una pari aliquota da destinarsi genericamente alla Questura - conclude il sindacato di polizia - Non dimentichiamo inoltre che centinaia di ragazzi minorenni durante l’anno scolastico, ogni mattina impegnano la stazione delle corriere per raggiungere le scuole, in un contesto dove il rischio che interessi criminali li intercettino è alto". 

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