"Da 12 agenti a soli 2 rimasti", la protesta davanti al Posto Integrato di Polizia

Il SAP parla di "credito immediatamente esigibile" nei confronti del Ministero, richiamato sul rispetto del Patto Modena Sicura che aveva istituito il presidio di viale Molza, poi gradualmente abbandonato

Sono passati ormai 13 anni dalla prima firma del Patto Modena Sicura, che fra le altre cose ha istituito un ulteriore presidio fisico sul territorio: il Posto Integrato di Polizia, situato accanto alla stazione delle autocorriere di viale Molza. Un punto nevralgico per la città, anche in termini di sicurezza, che con una certa lungimiranza venne dotato della presenza di agenti della Polizia di Stato e della Municipale, per garantire un maggiore controllo dell'area e dello stesso centro storico, che stava per perdere la presenza della Questura, trasferita in periferia.

Oggi il progetto del Posto Integrato è pressochè tramontato, ridotto ad un ufficio e ad un punto informazioni gestito dalla Polizia Locale. Questo perchè nel corso del tempo il contingente della Polizia di Stato è venuto gradualmente meno: dei 12 agenti in servizio dieci anni fa, ne sono rimasti appena 2. Gli uomini traferiti ad altro servizio non sono mai stati rimpiazzati, facendo così venire meno la presenza reale delle forze dell'ordine in quella zona, che contestualmente ha subito una involuzione, con i noti problemi di spaccio e degrado che nell'area dell'autostazione e del Novi Sad.

Su questi presupposti è nata la protesta che stamattina si è concretizzata in un presidio organizzato dal SAP (Sindacato autonomo di polizia) con la presenza del segretario nazionale Stefano Paoloni, al quale hanno preso parte anche altre sigle della rappresentanza delle forze dell'ordine, oltre a diversi politici locali. 

"Questo presidio è stato smantellato,riducendo il personale fino a ridurlo ad una cattedrale vuota - spiaga Ottorino Orfello, presidente provinciale del SAP - Denunciamo la responsabilità del Ministero dell’Interno per la violazione degli impegni assunti, non garantendo nel tempo l’aliquota del personale di Polizia di Stato necessario a rendere funzionante questo fondamentale presidio. Denunciamo la spesa di soldi pubblici per organizzare locali, computer, collegamenti banche dati, scrivanie che non hanno senso di esserci poiché manca la cosa più importante, ovvero gli uomini che dovevano essere garantiti dal governo con gli impegni assunti in pompa magna".

Il riferimento è alle numerose firme del Patto Modena Sicura che si sono susseguite nel tempo ad opera di Ministri e Sottosegretari: tuttavia questo non ha impedito che il Posto Integrato finisse lentamente nell'oblio. Oggi il SAP parla di un "credito immediatamente esigibile" nei confronti del Viminale. "Chiediamo al Prefetto di Modena come mai si sia perso interesse nel progetto - continua Orfello - Non si tratta di inviare nuovi rinforzi, ma di rispettare i patti e garantire la presenza di agenti che già dovrebbe essere acclarata".

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