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Provincia, martedì 14 ottobre si insedia il nuovo Consiglio

Approvazione del regolamento e indirizzi per le nomine negli enti sono i due temi all'ordine del giorno del nuovo Consiglio Provinciale, dove siederanno i 12 consiglieri volontari eletti dai colleghi

Si riunisce per la prima volta martedì 14 ottobre, dalle ore 9 nella sede della Provincia di Modena, il nuovo Consiglio provinciale, eletto sabato 4 ottobre dai sindaci e consiglieri comunali modenesi.  All'ordine del giorno del Consiglio figurano, oltre alla convalida degli eletti, la proposta di deliberazione da sottoporre all'Assemblea dei sindaci (anche questo nuovo organo della Provincia che si riunirà per la prima volta lunedì 20 ottobre) in materia di riparto delle competenze dei nuovi organi; la presentazione del regolamento del Consiglio e la definizione degli indirizzi per la nomina e la designazione dei rappresentanti della Provincia presso enti, aziende e istituzioni.

Fanno parte del Consiglio il nuovo presidente della Provincia di Modena Gian Carlo Muzzarelli e 12 consiglieri: nove della lista "Insieme per una nuova provincia": Maria Costi, sindaco di Formigine e vice presidente della Provincia, Emilia Muratori, sindaco di Marano, Francesca Maletti, consigliere comunale di Modena, Stefano Reggianini, sindaco di Castelfranco Emilia, Romano Canovi, sindaco di Pavullo, Luisa Turci, sindaco di Novi, Claudio Pistoni, sindaco di Sassuolo, Maino Benatti, sindaco di Mirandola, e Francesca Silvestri sindaco di Bastiglia; due consiglieri della lista “Unione Modena Civica-Uniamoci": Germano Caroli, sindaco di Savignano, e Giorgio Verrini, consigliere comunale di Carpi; infine Ugo Liberi, consigliere comunale di Sassuolo, consigliere della lista “Forza Italia”. I 12 consiglieri non percepiranno alcuna indennità, come peraltro il presidente.    

Il  Consiglio, in base alla legge di riforma delle Province, resta in carica due anni e sarà un organo di indirizzo e controllo: approva bilanci, regolamenti, piani e programmi e ogni altro atto sottoposto dal presidente, oltre a proporre lo Statuto all'assemblea dei sindaci. In base alla riforma, alle Province restano le competenze sulla viabilità e trasporti, tutela e valorizzazione dell'ambiente, edilizia scolastica e pianificazione della rete scolastica, assistenza tecnico amministrativa agli enti locali, pianificazione territoriale e pari opportunità. Come prevede il recente Accordo Stato-Regioni, inoltre, entro il 31 dicembre le Regioni decideranno l'attribuzione delle altre funzioni attualmente svolte dall'ente.

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