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Mobilitazione per il gruppo "Priorità alla Scuola", lezioni e manifestazione in Piazza Grande

Da 3 al 5 dicembre diverse iniziative pubbliche per chiedere una ripresa dell'attività scolastica in presenza

"Scenderemo in piazza Grande per dire che la DAD non è scuola. Perché la scuola è in presenza e se non ci possiamo entrare allora portiamo la scuola in piazza, nel cuore della città. Per ricordare a chi è preposto al governo delle istituzioni che la scuola è fondamentale, irrinunciabile, per la formazione di una società civile, consapevole, istruita e colta. Senza scuola non c'è futuro!"

Lo annuncia il gruppo "Priorità alla scuola", da ormai qualche mese attivo anche in città per rivendicare la normale prosecuzione dell'attività scolastica. “La scuola in piazza” si avvierà giovedì 3 dicembre alle 14.30 con la lezione “Il taccuino dello scrittore, raccogliere idee per scrivere storie” della Prof Elisa Turrini; proseguirà venerdì 4 alle 14.30 con la prof. Alessandra di Bartolomeo “La letteratura cavalleresca”, mercoledì 9 alle 14.00 con Elisa Sabattini che svolgerà una “Lezione di letteratura italiana: Dante, Inferno XXVI” e giovedì 10 alle 14.00 la Professoressa Vincenza Capolino chiederà “Filosofia … oggi? Perché?”.

Sabato 5, sempre in Piazza Grande, alle 15.00 si terrà la manifestazione “A Natale regaliamoci la scuola”.

"Torniamo in piazza con una settimana di mobilitazione perché riteniamo che l’emergenza si possa superare solo attraverso una radicale riconversione ecologica e sociale con al centro un aumento di investimenti in servizi pubblici essenziali come sanità e scuola - spiega l'associazione - E per ribadire che: quasi tutto riapre, tranne le scuole; la curva dei contagi scende in tutti i Paesi d'Europa, anche in Italia; i primi con le scuole aperte, l'Italia con le scuole chiuse; l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il CTS denunciano le conseguenze psicologiche e fisiche della reclusione imposta ai minori, e le conseguenze della prolungata esposizione agli schermi; le scuole non devono pagare il prezzo dell'inefficienza dei trasporti; l'istruzione è un diritto finora calpestato: non ci sono diritti senza scuola. Nel 2020 non c’è stata scuola in presenza per 130 giorni, chiediamo che suoni la campanella e riapra la scuola".

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