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A volte ritornano, il Pd si converte alla 'no tax area' nella bassa

Dopo un anno di rifiuto da parte dei vertici Pd emiliani, i parlamentari democratici Ghizzoni e Vaccari propongono la loro 'no tax area' per le imprese terremotate. Si procede in ordine sparso?

Certe volte la politica è capace di disorientare. E questo è il caso. I più attenti ricorderanno il dibattito dell'estate scorsa circa la possibilità di istituire una 'no tax area' per i comuni terremotati. Ma come sappiamo, quell'ipotesi fu osteggiata e scartata dal centrosinistra emiliano e quella strada legislativa non venne mai percorsa. Qualcuno però non si è dato per vinto e oggi la ripropone. Chi? Il centrosinistra emiliano.

I parlamentari modenesi del Pd Manuela Ghizzoni e Stefano Vaccari hanno infatti presentato un emendamento al decreto legge 43, che si sta discutendo in queste ore a Roma, per chiedere lo stop alle tasse per tre anni alle microimprese, danneggiate o no, che si trovano nei Comuni colpiti dal sisma. Niente imposte, fino a un tetto massimo di 200mila euro, per le piccolissime imprese e i lavoratori autonomi che “saranno esentati dalle imposte sui redditi fino a 100mila euro, dall'imposta regionale sulle attività produttive, dall'Imu, dalla Tares e dal versamento dei contributi sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti”.

Evidentemente in casa del Partito Democratico qualcosa è cambiato. Il Commissario Errani, lo scorso luglio, dichiarava: “La no tax area è una strada impercorribile e lo ha anche chiarito in passato l’Unione europea. E oggi è un obiettivo poco realistico in tempi di crisi”. Il segretario Bonacini sosteneva in aula la scelta di non richiedere tale provvedimento al Governo Monti e i colleghi democratici Costi e Vecchi attaccavano i partiti proponenti “sempre pronti a fare proclami o a promuovere iniziative infondate come quella sulla fantomatica No Tax area”. Persino l'Assessore regionale Muzzarelli ribadiva il concetto a febbraio, dopo aver esaminato con il direttore regionale dell'Agenzia delle entrate i possibili scenari. Ma oggi lo stesso Muzzarelli scrive: “ Tutto quello che si porta a casa per il terremoto ben venga, sono contento che i parlamentari lavorino. Non conosco nel dettaglio l'emendamento in questione, ma a questo punto speriamo che passi”. Sì, qualcosa deve essere cambiato.

Le opposizioni cercano disperatamente di uscire da questo disorientamento e contrattaccano. “É' arrivato anche il Pd, ma con una presa per i fondelli – commentano i consiglieri della Lega Nord che si erano visti respingere la proposta di una larga no tax area” decennale - Tutti sanno che il decreto in conversione alla Camera in terza lettura non potrà essere modificato. Invitiamo gli illuminati deputati del Pd che allegramente speculano sulla pelle di chi ha subito danni e lutti a non vendere fumo per arrosto”. Amaro anche il consigliere regionale del Pdl Andrea Leoni, autore di una risoluzione che chiedeva la no-tax area selettiva, bocciata dalla maggioranza dell'Assemblea legislativa. “Quanto tempo perso. Anche se la proposta è troppo minimale per grandezza delle imprese e area colpita – dice Leoni - è comunque un primo timido passo in avanti. Rinunciare a priori alla possibilità di istituire una 'no tax area' selettiva non è stato davvero comprensibile”.

Si potrà certamente considerare il fatto che sussistono differenze tra i diversi provvedimenti proposti nel corso di questi mesi, tanto che gli stessi deputati Gizzoni e Vaccari preferiscono chiamare la manovra “misure di fiscalità di vantaggio” piuttosto che il troppo liberale e evasivo 'no tax'. Vedremo anche come si esprimeranno il Parlamento ed il Governo e come penderà la bilancia politica. Ma il disorientamento permane.

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