Nuovi quartieri, ancora nulla di fatto in consiglio comunale

Non ha ottenuto la maggioranza qualificata la proposta di modifica allo Statuto. Nei prossimi passaggi in Aula sarà sufficiente il voto della maggioranza dei consiglieri

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ModenaToday

Avrà bisogno di ulteriori passaggi in Consiglio comunale la modifica allo Statuto necessaria a consentire la rinascita dei quartieri cittadini al posto delle Circoscrizioni che verranno soppresse per legge. Ieri, giovedì 20 febbraio è ritornata in Consiglio la proposta di modifica allo Statuto comunale, dopo essere stata oggetto di ulteriori approfondimenti da parte della Commissione Affari istituzionali in seguito alla sospensione decisa nella seduta del 6 febbraio. La Commissione non ha apportato modifiche alla proposta. La presidenza del Consiglio e il segretario comunale hanno pertanto ritenuto di procedere alla votazione della modifica dello Statuto che, per essere approvata, nel primo passaggio istituzionale, avrebbe avuto bisogno della maggioranza qualificata dei due terzi dei consiglieri. A favore hanno votato i consiglieri del Pd presenti; contrari Sel, FI-Pdl, Msa e Ncd. La proposta che ha ottenuto 21 voti favorevoli invece dei 28 necessari, ritornerà quindi in Aula per una nuova votazione e se neanche in questo caso otterrà la maggioranza qualificata, sarà necessario un terzo passaggio in cui basterà la maggioranza assoluta.

Solo dopo l’approvazione delle modifiche allo Statuto, prenderà il via l’istruttoria della commissione Affari istituzionali per redigere la bozza del nuovo Regolamento di quartiere che, una volta approvato dal Consiglio, consentirà ai quartieri di sostituire le attuali circoscrizioni soppresse nei Comuni con meno di 250 mila abitanti dalla finanziaria del 2009. Le modifiche riguardano il Titolo V dello Statuto, che non s’intitolerà più “Decentramento” ma “Partecipazione su base territoriale all’Amministrazione locale”. Il territorio sarà quindi suddiviso in quartieri le cui delimitazioni territoriali dovranno coincidere con i confini delle sezioni elettorali, ma sarà il Consiglio comunale a deciderne numero e denominazione. I Consigli di circoscrizione saranno sostituiti dai Consigli di quartiere che “costituiranno il primo riferimento sul territorio per cittadini, associazioni, organizzazioni del volontariato, comitati, realtà sociali, scolastiche, sportive e culturali”. L’elenco dei componenti, non più di 14, di ogni Consiglio sarà deliberato dal Consiglio comunale secondo un criterio rappresentativo degli esiti delle elezioni comunali nelle sezioni elettorali comprese nel territorio di ogni quartiere. I Consigli di quartiere resteranno in carica per un periodo corrispondente a circa la metà del mandato del Consiglio comunale e sarà il Regolamento a disciplinare tempi, modalità di individuazione e funzionamento degli organi del Quartiere.

Altra modifica importante allo Statuto, è che – come era stato annunciato nei mesi scorsi e in linea con i dettami legislativi –  i componenti dei Consigli di quartiere e i presidenti da loro eletti, svolgeranno l’attività a titolo gratuito, “a loro non spetta alcuna indennità o gettone, nemmeno sotto forma di rimborso spese”. Per quanto riguarda le funzioni, i Consigli di Quartiere dovranno promuovere la partecipazione di cittadini alla vita amministrativa della città nelle modalità definite dal Regolamento e potranno rivolgere istanze e proposte ai competenti organi comunali di interesse del Quartiere, a specifiche tematiche del territorio o a speciali situazioni sociali ed economiche della popolazione. Le deliberazioni della Giunta e del Consiglio comunale, nelle materie che saranno individuate dal Regolamento, dovranno riportare il  parere dei Consigli di Quartiere e motivare eventuali decisioni difformi rispetto ad eventuali loro pareri negativi. Infine, nel Bilancio comunale ci saranno ogni anno appositi finanziamenti destinati ad ambiti di attività proposti dai singoli Consigli di Quartiere.

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