rotate-mobile
Politica

Quartieri e partecipazione, il progetto non riesce a decollare

Ad un anno dallo sciglimento forzato delle Circoscrizioni, il decentramento segna il passo. Il sindaco Muzzarelli all’incontro con i presidenti e l’assessora Caporioni: “Esperienza in fase di sperimentazione da completare”. Impegno a incontri periodici

Nell'estae 2014, insieme alla Giunta Muzzarelli, partiva anche l'esperienza dei Quartieri, un'organizzazione di decentramento amministrativo nata sulle ceneri delle Circoscrizioni, abolite da una legge dello Stato. Ad un anno dalla loro istituzione i quattro Quartieri di Modena presentano più luci che ombre, come facilmente ipotizzabile sulla base delle scelte istituzionali dalla precedente Amministrazione.

I consigli volontari, spogliati di potere decisionale e della gestione diretta dei fondi per le attività culturali e di aggregazione, faticano a ricoprire il ruolo che il Decentramento vorrebbe per loro. Un problema del quale sia la Giunta, sia i diretti interessati, sono assolutamente consapevoli e che si sta riaffacciando nel dibattito politico cittadino, che dopo lunghi mesi sembra aver dimenticato una delle parole d'ordine di qualche anno fa: partecipazione.

Il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli ha incontrato oggi, sabato 19 dicembre, i quattro presidenti dei Quartieri insieme all'assessora con delega ai Quartieri e alla Partecipazione Ingrid Caporioni. L'incontro, che aveva come temi all'ordine del giorno la gestione dei bandi per la concessione dei contributi e la preparazione della seduta del Consiglio comunale sui quartieri, ha rappresentato l'occasione per un confronto sulla situazione dei rapporti tra Giunta comunale e consigli di quartiere che, ha detto Muzzarelli, “negli ultimi giorni hanno preso una piega che è bene correggere subito”.

Per il sindaco, infatti, “l'esperienza è ancora in fase di sperimentazione da completare, e sarà verificata in Consiglio comunale‎”. Nella valutazione riguardo al primo anno della “novità Quartieri”, è stato riconosciuto comunque da tutti che il lavoro sviluppato ha consentito di costruire relazioni e contatti importanti e ha portato a 15 incontri degli amministratori con i cittadini nei quartieri. Condiviso anche il principio per cui non si deve estendere la “longa manus” dei partiti sui Quartieri, ma che i partiti e la politica hanno diritto di rappresentanza anche nei quartieri nell’ambito di una politica seria al servizio della comunità.

Risorse economiche a parte, quello che è venuto meno dall'eliminazione delle Circoscrizioni è il confronto politico verticale, tra territori e giunta. Se in precedenza venivano richiesti ai territori pareri sulle principali decisioni del Consiglio Comunale, oggi questo non avviene più. Esempio lampante è il Documento Unico di Programmazione, approvato dal Consiglio e poi “raccontato” in assemblee di Quartiere ancora da calendarizzare. Un rovesciamento che dimostra come la partecipazione dal basso sia assente.

Difficile tuttavia ipotizzare uno scenario diverso, alla luce del flebile ruolo istituzionale riconosciuto ai Quartieri. Ma quello che emerge in questo primo anno è sicuramente un atteggiamento di scarsa considerazione da parte dell'Amministrazione centrale verso il decentramento. Se la legge non offre garanzie e strumenti, l'unica soluzione per la salvaguardia della partecipazione sarebbe stata una prassi politica differenze da parte degli organismi comunali, ma questo non è avvenuto.
 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Quartieri e partecipazione, il progetto non riesce a decollare

ModenaToday è in caricamento