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Giovedì, 19 Maggio 2022
Politica

Affitti concordati, proteste contro l'aumento dell'aliquota Imu

Asppi, Confedilizia, Sunia e Uniat protestano contro le decisioni adottate dal Comune di Modena in sede di bilancio sulle aliquote Imu sugli affitti concordati. Pressing dei sindacati per un aggiornamento dei patti di 5 anni fa

La nuova strategia del Comune di Modena per la tassazione degli immobili non ha tardato a generare le prime contrapposizioni. Dopo aver presentato le linee del Bilancio 2014 è infatti giunta la netta opposizione al documento da parte di Asppi e Confedilizia, che si pronunciano congiuntamente in difesa del tema casa. “I nuovi provvedimenti annunciati dall'Assessore Boschini conducono le politiche abitative nella direzione sbagliata - afferma Francesco Bruini, presidente provinciale di Confedilizia - l'IMU cambia solo nome, ma di fatto la tassazione sugli immobili viene reintrodotta, con un sistema farraginoso a cui mancano chiarezza e trasparenza".

“Il problema più grave è costituito dai Contratti Concordati per l'affitto - spiega Giovanni Guazzaloca, presidente di ASPPI Modena - sui quali proprio il Comune di Modena si era distinto per aver contenuto l'aliquota, riconoscendone l'importanza”. Questa virtuosa forma contrattuale consente affitti più bassi per gli inquilini e detrazioni fiscali per i proprietari degli immobili, offrendo una risposta concreta al problema dell'affitto. Il Comune di Modena applicava un'aliquota IMU del 4,6%, che ora salirà al 7,2% con un aumento inaccettabile di oltre il 50%, denunciano le Associazioni a tutela della proprietà immobiliare.

Ingiustamente penalizzanti anche gli aumenti sulle aliquote per gli affitti liberi e i comodati di primo grado, vale a dire gli immobili concessi ai figli dalle loro famiglie. "In questo periodo di difficoltà, con i canoni in calo e la morosità crescente, i proprietari appaiono ulteriormente penalizzati – sostiene Bruini – La locazione non può essere colpita in questo modo. Con il perdurare della crisi economica, infatti, sempre più famiglie devono ricorrere all'affitto, non potendo più accedere all'acquisto a causa della ridotta disponibilità economica e di accesso al credito. La locazione è dunque una forma abitativa che va sostenuta, non perseguitata”, concludono Asppi e Confedilizia

Sempre sul tema degli affitti concordati anche chi solitamente siede dall'altra parte della barricata si schiera insieme alle associazioni. Anche i sindacati inquilini Sunia, Sicet e Uniat di Modena esprimono infatti la netta contrarietà all’ipotesi formulata dell’Amministrazione comunale. “Dobbiamo assistere per l’ennesima volta – scrivono in una nota - ad una fiscalità locale iniqua che va esattamente in controtendenza alle conquiste dei sindacati inquilini, ottenute con le ultime manovre del Governo”.

Negli anni passati i sindacati avevano ottenuto aliquote Ici/Imu agevolate sui canoni concordati, con l’impegno dell’Amministrazione comunale di Modena di mantenerle e rafforzarle nel tempo. Ora si rischia invece di spingere i proprietari ad affittare a canone libero, penalizzando così gli affitti calmierati per le famiglie e per gli studenti universitari. “Le scelte di fiscalità locale che si stanno mettendo in campo – scrive il Sunia - produrranno in futuro un aumento degli affitti, aumento che per l’inquilino andrebbe ad aggiungersi all’altro balzello, la nuova imposta sui servizi indivisibili”.

I sindacati degli inquilini ricordano però che gli accordi per gli affitti concordati sono stati sottoscritti nel comune di Modena nel 2008, prima della crisi economica: “In questi 5 anni la situazione è cambiata e anche la sostenibilità delle spese di affitto da parte delle famiglie. Non è un caso che si registri l’aumento della morosità incolpevole”. Vi sarebbe perciò l’urgenza di revisione dei Patti territoriali per abbassare gli importi degli affitti e adeguarli ai redditi attuali di molte famiglie colpite da: “Sono mesi che i sindacati inquilini modenesi chiedono alle associazioni dei proprietari co-firmatarie degli accordi, di riformulare le nuove tabelle per diminuire i canoni, ma purtroppo questi solleciti non sono stati finora accolti. Si fa presente che nella vicina Provincia di Bologna i Patti territoriali sono stati rinnovati con l’adeguamento dei canoni che prevede una riduzione sino al 15% rispetto al 2008”.

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