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Nuova razionalizzazione del Comune nelle società partecipate

Il Consiglio approva la delibera che conferma l’uscita da Promo, già in liquidazione, e la partecipazione in Lepida. Si vendono 1.250 azioni Bper Banca

Presa d’atto che la dismissione della partecipazione del Comune di Modena in Promo avverrà a conclusione del procedimento di liquidazione della società, già avviato dalla Camera di commercio; conferma della partecipazione in Lepida, dopo la trasformazione della società in seguito alla fusione per incorporazione con Cup2000; vendita di 1.250 azioni di Bper Banca (valore attuale intorno ai 5 mila euro) possedute dalla Fondazione scuola materna Guglielmo Raisini in quanto rappresentano una partecipazione indiretta, e non essenziale, da parte del Comune.

Sono le azioni previste dal provvedimento di Razionalizzazione periodica delle partecipazioni societarie previsto dal Tusp, il Testo unico sulle società a partecipazione pubblica, che il Consiglio comunale ha approvato nella seduta di giovedì 13 dicembre con il voto a favore della maggioranza (Pd e Art.1 – Mpd – Per me Modena), l’astensione di CambiaModena e il voto contrario di Movimento 5 Stelle e Lega Nord.

La delibera, illustrata dall’assessore al Bilancio Andrea Bosi, ha consentito di fare il punto sulla situazione delle società partecipate tra le quali ci sono anche Amo e Seta, Hera spa e Farmacie comunali spa, Modena Fiere, ForModena, CambiaMo, Ervet e Banca popolare Etica la cui partecipazione, dopo le modifiche normative introdotte con la legge di Bilancio dello scorso anno, il Consiglio comunale ha potuto confermare in marzo: si tratta di 775 azioni, pari allo 0,062 per cento del capitale sociale, per un valore stimato in circa 45 mila euro, che però assume un alto valore politico visto che la società ha come scopo “la raccolta del risparmio e l’esercizio del credito applicando i principi della finanza etica”, come aveva sottolineato lo stesso Consiglio comunale approvando un ordine del giorno per chiedere una modifica normativa che consentisse alle amministrazioni pubbliche di mantenere le quote di partecipazione.

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