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Lunedì, 28 Novembre 2022
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Referendum, Mazzi (Pdl) chiude il botteghino del Michelangelo: "Proposta illegale"

Il capogruppo in Provincia boccia la proposta di riduzioni sul biglietto per chi presenta la tessera elettorale timbrata: "Trovata pubblicitaria di bassa lega, siamo tornati alla Napoli degli anni '60 con le scarpe di Achille Lauro"

"La proposta del Cinema Teatro Michelangelo è indecente e contraria alle leggi: si chiede l'esibizione di un documento sensibile e si dà un premio per un'azione elettorale". Dante Mazzi, capogruppo Pdl in Consiglio Provinciale, chiude il botteghino della celebre sala di via Giardini e manda dietro la lavagna Berto Gabioli, ideatore delle riduzioni per chi domenica si presenterà al botteghino del Michelangelo munito di tessera elettorale timbrata per il referendum: anziché il prezzo pieno di 8 euro, l'elettore-spettatore dovrebbe pagare 6 euro. "Ciò non è ammissibile - attacca Mazzi - Ho chiesto lumi all'Ufficio Elettorale e alla Prefettura ma tutti fanno finta di niente all'ufficio elettroale di modena, in prefettura, ma mi sono chiesto se sia mai possibile che nessuno faccia niente. Perché Gavioli non ha pensato di mettersi fuori dai seggi elettorali a distribuire dei coupon? E perché organizza questa cosa di domenica e al lunedì non fa niente? Questa è una trovata pubblicitaria di bassa lega: siamo tornati alla Napoli degli anni 60 con le scarpe di Achille Lauro".

AFFISSIONI ILLEGALI - Sempre Dante Mazzi non risparmia critiche alla Cgil e alle sue affissioni pro-referendum dalle finestre della Camera del Lavoro di Modena: "Ci sono regolamenti di Polizia Municipale collegati con altri regolamenti per le affissioni: quelle elettorali vengono fatte solamente sugli spazi assegnati - ricorda il capogruppo Pdl in Provincia - L'esposizione della Cgil in piazza Cittadella è illegale. Sono state rispettate le norme? Sono stati pagati i relativi diritti? Per quanto riguarda esposizione di targhe e insegne ci sono determinate regole da rispettare: qui c'è l'aggravante della propaganda elettorale fuori dagli spazi consentiti. Sono ammissibili? Qualcuno ha controllato?  

PROPAGANDA - "In una competizione referendaria - ricorda Mazzi - checché se ne dica, la propaganda per l'astensione è legittima. Però, la presidente del Consiglio Comunale Caterina Liotti e il presidente del Consiglio Provinciale Demos Malavasi hanno fatto la furbata: un comunicato congiunto in cui invitavano ad andare a votare pubblicato sui siti istituzionali. Si tratta di un atto politico: sarebbe stata una cosa ben diversa da scrivere un comunicato di partito e pubblicarlo sul giornale".  

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