Ricostruzione, la Regione chiede al Governo la proroga dello stato di emergenza fino al termine del 2021

La Regione scrive ai ministri competenti e ai parlamentari emiliano-romagnoli affinché le misure entrino, entro la fine dell'anno, in leggi in fase di approvazione

La proroga dello stato di emergenza fino al 31 dicembre 2021, e conseguentemente la proroga a tale data di tutte le altre autorizzazioni e misure conseguenti. Tra queste, le principali riguardano l’autorizzazione per l’impiego di personale straordinario e la sospensione delle rate dei mutui per gli Enti locali, la prosecuzione dell’esenzione Imu per gli immobili inagibili e la sospensione dei mutui privati sugli immobili inagibili.

Sono queste le richieste normative (verificate anche con le Regioni Lombardia e Veneto) necessarie per la conclusione della ricostruzione post sisma 2012 che la Regione ha inviato, nei giorni scorsi, al Governo e ai parlamentari emiliano-romagnoli. L’obiettivo è far sì che siano inserite in leggi in  corso di  approvazione quali, ad esempio, la conversione del Decreto legge 123/2019, specificamente dedicato al sisma del Italia centrale, e la legge di Bilancio 2020.

Le richieste erano state messe a punto e condivise, nelle scorse settimane,  durante i lavori dell’ultimo  Comitato istituzionale e di indirizzo per il terremoto del 2012 (costituito dai sindaci dei comuni colpiti), riunitosi a Bologna, alla presenza del presidente della Regione e Commissario delegato per la ricostruzione, Stefano Bonaccini, e dell’assessore regionale alle Attività produttive con delega alla Ricostruzione, Palma Costi.

“Nonostante il processo di ricostruzione dei territori colpiti dagli eventi sismici del maggio 2012 sia a buon punto- ha detto l’assessore regionale alle Attività produttive con delega alla Ricostruzione post sisma, Palma Costi - è essenziale che il Commissario e le istituzioni locali siano messi nelle condizioni di proseguire velocemente fino al completamento di tutte le attività previste. Per questa ragione, in collaborazione con le altre due Regioni coinvolte, abbiamo avanzato un insieme di proposte concrete. Non possiamo rimanere ancora inascoltati: si tratta di importanti misure per i nostri territori, che chiedono soltanto di essere messi nelle condizioni di proseguire e portare a termine la ricostruzione”.

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