L'ex brigatista presenta il suo libro, polemica su Renato Curcio a Modena

Il fondatore delle Br prende parte al programma della “Settimana della salute mentale”, dove presenta “La rivolta del Riso”. Nel 2007 era già stato “bandito” dal sindaco Pighi. Foti (FdI-AN): “Offesa alle vittime del terrorismo”

Fondatore ed ex capo delle Brigate Rosse. In carcere dal 1974 al 1993 e poi in semilibertà fino al 1998, ora è socio della cooperativa editoriale “Sensibili alle foglie”, presso la quale pubblica libri sul mondo del lavoro e sul disagio sociale. Questo è Renato Curcio, che martedì 20 ottobre sarà a Modena, nell'ambito di “Màt”, la Settimana della mentale organizzata come ogni anno dall'Ausl di Modena e la cui presenza ha scatenato – come sempre accade – indignazione e dibattito in città.

“La rivolta del riso”, questo il titolo del volume curato da Curcio, sarà presentato alle 18 presso la Tenda, con annessa tavola rotonda a cura di Cooperativa Sociale Aliante in collaborazione con Associazione Idee in Circolo e Associazione insieme a Noi.

La presenza di Curcio a Modena era già stata oggetto di dibatti alcuni anni fa, nel 2007, quando l'ex Br attirò la protesta dell'allora sindaci di Modena Giorgio Pighi, che utilizzò parole molto dure, pur non pontendo impedire l'iniziativa (privata). “Trovo francamente inaccettabile sul piano del comportamento personale e soprattutto offensivo per i famigliari delle vittime del terrorismo, l’atteggiamento di chi sfrutta, a fini propri, la notorietà acquisita nell’ambito di contesti violenti e gravemente lesivi dei valori della democrazia e della convivenza civile”.

Pighi puntava il dito anche contro “la gravità dei contenuti per lo meno di alcuni dei lavori editoriali pubblicati da Curcio in questi anni”. Un sentimento che pare invece camniato a distanza di qualche anno, almeno per le istituzioni cittadine. Ultima visita modenese nel novembre 2013, quando curcio aveva presentato un saggio sul lavoro, ospite dei collettivi antagonisti.

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A guidare oggi la protesta vi è il consigliere regionale di Tommaso Foti (Fdi-An) in una interrogazione rivolta alla Giunta regionale, dove evidenzia che, “a prescindere dalle vicende giudiziarie che l'hanno visto protagonista, il nome di Curcio evoca fatalmente la stagione del terrorismo politico”, per cui “un suo coinvolgimento in un dibattito organizzato da una struttura pubblica della Regione appare incomprensibile, quando non offensivo per i famigliari delle vittime del terrorismo”. Di qui, le richieste di Foti alla Giunta di esprimere un giudizio sulla vicenda, di invitare l’Asl di Modena a valutare nuovamente l’opportunità di tale presenza al dibattito e, in ogni caso, "di dissociarsi dall’iniziativa".

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