Manifesti su adozioni e gay, Giovanardi-Santoro querelano i diffamatori

Gli ideatori della campagna di affissione di Area Popolare (No a nuove forme di schiavitù. No ai matrimoni gay) replicano al coro di protesta e danno mandato agli avvocati di querelare chi li ha diffamati

Dopo aver incassato gli strali della più parte delle forze di sinistra, i Popolari Carlo Giovanardi e Luigia Santoro replicano alle voci contrarie e difendono la campagna di affissioni che ha destato scalpore in città, contro i matrimoni gay e l'utero in affitto. “La sinistra Modenese – scrivono in una nota – non si limita a contestare le idee altrui, nel caso specifico di chi è in perfetta linea con la Costituzione e le leggi in vigore in Italia che consentono il matrimonio esclusivamente tra uomo e donna ma pretendono anche di censurarle, magari anche quelle della proposta Cirinnà (PD) che all'articolo 1 definisce le unioni civili tra persone dello stesso sesso come formazioni sociali specifiche”.

Secondo gli esponenti di Area Popolare (ex Ncd), attraverso la stepchild adoption, prevista dalla sessa Cirinnà, si “spalancano le porte alle adozioni ed alla vergognosa pratica dell'utero in affitto, unico modo con il quale due uomini possono procurarsi un bambino”. Proprio a questo si riferiva la prima parte del tanto discusso manifesto.

A chi li accusa di omofobia, gli ideatori del manifesto replicano: “Ci sfugge pertanto perché dovremmo essere omofobi nel momento in cui denunciamo questa nuova forma di schiavitù e di sfruttamento delle donne mentre non ci sono sfuggite le espressioni diffamatorie nei nostri confronti che abbiamo chiesto ai nostri legali di perseguire nelle sedi competenti”.

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