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L'ex Br Curcio a Modena, gli organizzatori: “Dibattito sconcertante”

Le associazioni e la coop organizzatrici dell'evento con l'ex terrorista difendono la scelta di ospitare Renato Curcio e spiegano: “Il passato va rielaborato in modo solidale e inclusivo”

Dopo gli attacchi sulla presenza a Modena dell'ex brigatista rosso Renato Curcio - in un dibattito ospitato in “Màt” Settimana della Salute Mentale - arriva la replica degli organizzatori, la Cooperativa Sociale Aliante, Associazione Idee in Circolo, Associazione Insieme a Noi e Arci Provinciale Modena. Gli organizzatori difendono la scelta di presentare il libro dell'ex terrorista, definendo “sconcertante” il dibattito e le critiche sorte intorno all'iniziativa.

“La nostra proposta, motivata dal desiderio di confrontarci su temi che hanno un forte significato per gli operatori del sociale, le persone utenti delle strutture sociosanitarie, i familiari, nasce dall’esigenza di praticare nei fatti, e non a chiacchiere, il significato profondo della riabilitazione, del recupero alla vita della comunità delle persone con malattia mentale, di chi abusa di sostanze, dei senza fissa dimora, dei detenuti e di tutti coloro che vivono forme di marginalità sociale”, si legge nella nota.

“Il programma di Màt – proseguono gli organizzatori (Ausl esclusa) – è ancora una volta occasione di eventi scientifici, culturali e artistici su queste tematiche. Un filo conduttore lega tutte le iniziative: la forza dell’inclusione, dell’accoglienza, della prossimità come strumenti per superare pregiudizi, abbattere steccati, creare vicinanza. Questa capacità, questa attitudine riteniamo siano la vera forza della nostra comunità, di questa terra. Una forza che segna la vera differenza tra chi professa la solidarietà e chi la pratica quotidianamente, anche nei confronti di chi ha commesso errori per i quali ha pagato, o sta pagando, il suo debito con la giustizia”.

“Uno stato di diritto onora e tutela la memoria delle vittime dei reati ma non esercita la vendetta, non crea riserve nelle quali confinare le contraddizioni: così è stato per gli ospedali psichiatrici e più recentemente per gli OPG. Solo così le ferite del passato, anche quelle più laceranti, potranno forse rimarginarsi nel corpo sociale che le ha subite – proseguono le associazioni - Màt non è una manifestazione politica e tale vogliamo che resti, senza indebite o strumentali invasioni di campo. Invitiamo quelli che oggi intervengono a entrare nel merito dei temi proposti partecipando e non separando, costruendo opportunità di recupero e non di esclusione. Li invitiamo a confrontarsi con i problemi attuali dei cittadini, a proporre soluzioni concrete, mostrando di avere lo sguardo rivolto al futuro e non a un passato, certamente molto doloroso, che la comunità ha la responsabilità di elaborare in modo solidale e inclusivo”.

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