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Giovedì, 25 Aprile 2024
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Case popolari, la regione ribatte: "Regole più uniformi su tutto il territorio dell’Emilia-Romagna"

La risposta dell’assessora regionale sulle modifiche dei criteri di assegnazione degli alloggi Erp. “Il requisito della storicità della residenza e dell’attività lavorativa resta per l’accesso, ma non potrà essere valutato due volte, anche in sede di graduatoria, a beneficio di una valutazione più complessiva sull’effettivo stato di bisogno delle famiglie

L’assessora regionale alla Programmazione territoriale e politiche abitative Barbara Lori replica agli esponenti del centrodestra a proposito del provvedimento regionale sull’Edilizia residenziale pubblica, che prevede l'eliminazione del criterio della residenzialità storica per le graduatorie delle case popolari, impedendo ai Comuni di utilizzarlo. 

“Nessuna lezione da chi ha azzerato il Fondo nazionale per l’affitto e quello per la morosità incolpevole. Quello della casa è un problema in forte crescita, ma questo Governo brilla per la sua assenza. A chi contesta la delibera regionale - spiega Lori-  voglio dire che questa non comporterà nessun passo indietro nella garanzia dei diritti dei cittadini. Al contrario, l’obiettivo di questo provvedimento è proprio quello di introdurre regole uniformi per fare sì che il diritto alla casa sia davvero lo stesso su tutto il territorio regionale”.

Due in particolare le novità del provvedimento regionale su cui si sofferma Lori: il requisito della residenza o dell’attività lavorativa da almeno tre anni in Emilia-Romagna, che resta come requisito di accesso, ma che non potrà essere valutato due volte come fonte di punteggio aggiuntivo in graduatoria. E l’obbligo per i Comuni di attuare una ripartizione ponderata dei diversi indicatori (nuclei familiari numerosi, giovani coppie, fragilità economica, coabitazione, anzianità di permanenza nelle graduatorie) utilizzati nelle graduatorie, per evitare che localmente un requisito specifico possa avere un valore preponderante rispetto agli altri.

“Due criteri ispirati a un principio di equità- sottolinea l’assessora Lori- per ovviare a disparità di trattamento a livello territoriale che non hanno ragione di essere. E che vanno nella stessa direzione della sentenza del Tribunale di Ferrara che nel 2021 ha definito discriminatorio il regolamento del Comune di Ferrara proprio per quanto riguarda il meccanismo di premialità nei punteggi collegato al criterio della residenzialità storica”.

“La Regione sta moltiplicando il proprio impegno per garantire un vero ed equo diritto alla casa in Emilia-Romagna- aggiunge Lori-. Anche con questa delibera, in cui prevediamo una serie di meccanismi a favore delle famiglie che si trovano a vivere una situazione di maggiore fragilità o delle donne vittime di violenza. E voglio qui ricordare che è di pochi mesi fa la decisione con cui abbiamo stanziato dal nostro bilancio ulteriori 9 milioni di euro a sostegno di quel Fondo per l’affitto che, insieme al Fondo per la morosità incolpevole, è stato azzerato da questo Governo. E a nulla sono valse le richieste di un ripristino che abbiamo rivolto all’Esecutivo, a fronte di un’emergenza casa che è sotto gli occhi di tutti. Il sindaco Fabbri e gli altri esponenti della Lega che criticano la Regione dovrebbero rivolgere ad altri le loro rimostranze”.

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