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Riaperture, anche Muzzarelli scrive al Governo per chiedere di posticipare il coprifuoco

Muzzarelli scrive a Draghi su orari, spazi interni e regole per gli immunizzati. “Bene il calendario in sicurezza, ma ora risolvere criticità”

Governo e Regioni devono in mettere in campo presto “un supplemento d’istruttoria” per arrivare ad allungare gli orari serali del cosiddetto “coprifuoco”, per definire un utilizzo contingentato e regolato anche degli spazi interni ai pubblici esercizi, per una graduale cancellazione delle restrizioni per le persone che avranno completato il ciclo di immunizzazione vaccinale. Lo chiede il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio Mario Draghi, al presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga e al presidente dell’Anci Antonio Decaro.

Dopo aver sottolineato che “le azioni intraprese dal Governo vanno nella direzione auspicata da tante Amministrazioni locali, tra cui quella modenese, ossia quella di avere un calendario certo per le riaperture delle nostre comunità, in piena sicurezza, parallelamente all'avanzamento della campagna vaccinale nazionale”, il sindaco esprime l’auspicio che ora si possa “riaprire per non tornare più indietro, con buonsenso, equilibrio e responsabilità”.

Ma questa fase di riapertura, spiega Muzzarelli, è caratterizzata da “grandi aspettative e altrettante preoccupazioni” e i Comuni sono chiamati quotidianamente “a trovare convergenze o sintesi tra opposti interessi e frastagliate istanze di cittadini e mondo economico”. Risulta quindi fondamentale il coordinamento e la massima collaborazione tra le istituzioni, nei diversi livelli decisionali e di competenza, con la massima chiarezza nelle decisioni e delle comunicazioni dal Governo verso i territori.

Portando l’esempio di Modena, il sindaco evidenzia alcune delle criticità pratiche già emerse, per esempio rispetto alla limitazione del servizio di ristorazione esclusivamente all’aperto: spazio limitato per alcuni e comunque non distribuito equamente tra centro e periferie “generando automaticamente diversità di trattamento verso gli operatori economici, ingiuste e non giustificabili amministrativamente”. Anche l’orario massimo in cui esercitare le somministrazioni (oggi fissato alle 22) risulta difficilmente compatibile con le abitudini delle famiglie, ma soprattutto “con i disciplinari tecnici per gli arredamenti e le distanze dei pubblici esercizi che mirano almeno a un doppio turno di clienti serale per rendere sostenibile economicamente la riapertura dell'attività”.

Rilanciando l’appello per “un urgente supplemento di istruttoria” su orari, spazi interni e regole per gli immunizzati, quindi, il sindaco Muzzarelli sottolinea che gli enti locali sono pronti a fare la propria parte e a lavorare senza soluzione di continuità “per uscire dalla pandemia e far ripartire l'Italia, ma abbiamo bisogno di ascolto e condivisione da parte del Governo centrale, al fine di arrivare il prima possibile alla fine dell'emergenza sanitaria e alla ripresa economica e sociale del Paese”.

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